COMUNICATI STAMPA

 

 

 

 

ANNA COMBA " Fermo immagine "


 

10 novembre > 11 Dicembre 2007

 

Vernissage  SABATO 10 novembre  2007 – ORE 18,00  Cocktail con l’artista

 

 

Excalibur Artecontemporanea presenta la mostra dal titolo “ Fermo immagine”di Anna Comba dal 10 novembre al 10 dicembre 2007. La rassegna presentata al Palazzo dei Congressi di Stresa nell’ambito del Festival Grinzane Cinema , raccoglie una trentina dei lavori più recenti dell’artista torinese, la cui esperienza affonda negli anni 60 nel Movimento Mec Art di Pierre Restany. Il lavoro di Anna Comba, iniziato quarant’anni fa, riflette la sua vita da ragazzina vissuta tra il neorealismo italiano, che aveva odore di casa e il mito americano di Hollywood , sognata ad occhi aperti sulle pagine dei rotocalchi tra immagini di divi e fotoromanzi. Il suo percorso si incentra sul cinema, si intreccia con la sua storia e con il suo immaginario, con i suoi personaggi , miti di Hollywood , femminili soprattutto.
Marylin Monroe, Rita Hayworth, Silvana Mangano e Anna Magnani prendono vita sulle tele di Anna Comba come dive e donne reali, emergono da ritagli di riviste e da fotografie come immagini della memoria e di una realtà vicina allo stesso tempo. Il suo è un cinema di carta, fatto di frammenti , inserti, fotografie, lucidi, fotocopie , scritte, collage su tela, disegno a carboncino, pittura e rossetto, che diventano rilievi , assemblaggi da leggere come narrazioni.
Anna Comba segna e disegna , dipinge, strappa , accartoccia , ritaglia e incolla, si avvale talvolta della performance e attraversa i generi per romperne i confini e contaminarne gli elementi. Il suo è un trasporre il medium cinematografico sul piano della tela giocando con il collage come se si trattasse del montaggio di un film, proiettando sulla superficie del quadro una pellicola assemblata di spezzoni scelti. Le opere di Anna Comba sono omaggi al grande cinema , al mondo della finzione , ma fanno riflettere anche sul presente proiettando alcuni fatti di cronaca globale mondiale come il Vietnam del 1968 nel dittico America ( 2001) e visioni vicine all’analisi sociale, politica e culturale. Tra le opere più recenti in mostra : Luna park ( 2006) , Non solo bellissima (2006) Cinema ( 2007) Ricordandoti ( 2007.
Anna Comba ha esposto in spazi pubblici e gallerie private in Italia e nel mondo. Nel 1985 la GAM di Torino acquisisce una sua opera. Nel 2004 comincia un tour espositivo organizzato dalla Regione Piemonte in dieci capitali europee e tre mostre le sono dedicate a Berlino ( Germania) Minsk ( Biellorussia) ed in India al National centre Performing Arts Nariman Points di Bombay. Vive e lavora a Torino.

 

 

 

Percorsi d'Artista - GIORGIO MELZI

 

6 OTTOBRE – 8 NOVEMBRE  2007

 

Opening    SABATO 6 OTTOBRE 2007 – ORE 18,00  Cocktail con l’artista

 

 

orari da martedì a venerdi  10- 12.30 / 15.30- 19.30  sabato e domenica su appuntamento

 

Excalibur ArteContemporanea,  inaugura il 6 ottobre 2007, una personale coinvolgente e irripetibile del Maestro Giorgio Melzi.

L’esposizione è basata sul percorso artistico del Maestro.

 

Saranno presentate opere dal 1976 ad oggi, scelte accuratamente, dalla collezione privata del Maestro Giorgio Melzi.

Giorgio Melzi nasce a Milano  Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera. I suoi esordi nel panorama artistico italiano, rivolgono agli anni Sessanta.

Mai legato in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizza subito per un’accentuata impronta del divertimento pittorico, che rappresenterà sempre una sorta di fabbrica, in evoluzione. Le sue opere sono state accolte in rassegne nazionali  ed internazionali Il  19 settembre 2007, ha ottenuto grande consenso di pubblico a Shanghai al Museo-Shop di Arte contemporanea, l’esposizione terminerà il 25 ottobre 2007

 

Il suo nome è riconosciuto anche nel campo delle scenografie teatrali e televisive. E’ ripetutamente segnalato dalla critica più provveduta come uno degli artisti più significativi dell’ultima generazione

 

Ogni artista “accantona”, non le tele migliori che ovviamente vengono presentate e vendute ai collezionisti, ma quelle opere che si differenziano dalle altre, per tecnica, soggetto, creatività, o per la pura emozione che trasmette all’artista.

 

Quelle che l’artista “sottrae alla vista” ogni qual volta entra nello Studio il Gallerista o il Mercante d’Arte, ma questi, attenti, “spulciano” tra carte e tele, l’opera individualista

Sono state esaminate attentamente alcune opere del periodo che va dal 1976 ad oggi, per organizzare la personale di Giorgio Melzi e proporre al collezionista più attento una visione del percorso dell’artista affinché possa stimare al meglio il Giorgio Melzi di oggi.

Un evento da non perdere che coinvolgerà anche il collezionista più conservatore.

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Da un intervista con il Maestro Giorgio Melzi (1999)

Non sei tu che incontri l’arte, ma l’arte che incontra te, perché fa parte del tuo pensiero, come le parole, la televisione, il caffè o i sentimenti. Se credi di poter fare a meno dell'arte, ti sbagli.
Immagina la tua vita se non avessi mai visto un quadro di Picasso, una statua di Michelangelo, un film di Greenaway o per arrivare ai giorni nostri un quadro di Kodra, Schifano anche un Melzi perchè no, dopo 35 anni di lavoro, qualcosa di suo è sparso per il mondo, te lo assicuro. Non mi interessa se ti piacciono questi artisti o se non ti piace l'arte. Il problema è che, volente o nolente,questa gente ti ha cambiato la vita, per ciò che ne pensi, perchè ti piacciono o non ti piacciono, perchè li adori o ti disgustano. In ogni caso non sarà mai lo stesso.

 

 

 

 Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore  STRESA FESTIVAL 2007  

Fiabe surreali / tra sogno e realtà di Emilio Tadini

DAL 18 AGOSTO AL 30 SETTEMBRE 2007

VERNISSAGE  17 AGOSTO ORE 18.00

Orari da martedì a domenica:

10.00-12.30/15.30-19.30 ( lunedì chiuso)

28040 Solcio di Lesa (NO) via Borroni 1 tel. 0323 772093

www.excalibur.altervista.org  -  excaliburgallery@libero.it

dir.Wilma Brioschi Tel 3285823706

Ufficio Stampa Federico Pezzè: excaliburgallery@tiscali.it

Emilio Tadini Fiabe surreali  “ tra sogno e realtà “

La 46^ edizione delle Settimane Musicali di Stresa  e del Lago Maggiore , sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica avrà come tema ” Racconti tra sogno e realtà” . Il tema del 2007  è improntato all’accostamento di testi in musica oscillanti tra finzione letteraria e realtà narrata. A fianco dei pericoli corsi da Pierino nell’appassionante metafora musicale di Prokofiev , si trovano le poetiche shakespeariane del Sogno di Mendelssohn; dalla vicenda romantica di Matthias Claudius ispiratori del quartetto schubertiano la morte e la fanciulla , fino all’eco classicheggiante vagheggiata da Metastasio per la Clemenza Mozartiana .Riallacciandosi al tema del Festival, Racconti tra sogno e realtà , si svolgerà la mostra Fiabe surreali di Emilio Tadini organizzata dall’Associazione Culturale Excalibur Artecontemporanea Amici dell’Arte ” sotto il Patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia del Verbano Cusio Ossola e della Provincia di Novara e del Comune di Lesa. A cinque anni dalla scomparsa del maestro Emilio Tadini e a dieci anni dalla mostra realizzata presso la galleria Excalibur di Stresa vogliamo così ricordarlo con la musica  e con le fiabe che ha sempre amato. Dopo Le Rossignol di Aldo spoldi e gli allievi di Brera , I Colori della Musica di Marco Lodola, Luzzati incontra Rossini di Emanuele Luzzati , Arte in Musica di Ugo Nespolo, Kostabifestival di Mark Kostabi , l’Armonia delle sfere di Lucio del Pezzo , La Musica delle Immagini di Emanuele Luzzati , nel 2007 musica ed arte si incontrano per l’ottavo appuntamento nell’ambito delle iniziative collaterali delle Settimane Musicali di Stresa e del lago Maggiore. La mostra che sarà ospitata a Solcio di Lesa nello spazio dell’Associazione Culturale Excalibur Artecontemporanea , presenterà una trentina di disegni dell’artista scomparso, intellettuale rigoroso, scrittore , saggista , critico e artista versatile innamorato delle Fiabe , al tal punto di far volare in cielo come faceva Marc Chagal i suoi personaggi.Le fiabe , che ben si addicono al programma musicale Racconti tra sogno e realtà del Festival 2007 , sono il tema che Tadini ha sviluppato con maggior entusiasmo e slancio  artistico: il segno prende forza e con lui il disegno ed il colore fino a trasformare l’opera in una vera e propria esplosione di forze ludiche e drammatiche a tempo stesso , fino a diventare surrealiste.La mostra verrà inaugurata venerdi17 agosto alle ore 18.00 a Solcio di Lesa in via Borroni, 1 e proseguirà fino al 30 settembre .

BIOGRAFIA

   Emilio Tadini nasce a Milano nel 1927. Si laurea in lettere. Nel 1947 esordisce sul "Politecnico" di Vittorini con un poemetto cui fa seguito un’intensa attività critica e teorica sull’arte ( Possibilità di relazione 1960, Alternative attuali 1962, l’ampio saggio L’organicità del reale, su "Il Verri"). Nel 1963 esce il suo primo romanzo, L’armi, l’amore (Rizzoli), cui seguono nel 1982 il secondo L’opera (Einaudi), nel 1983 La lunga notte, (Rizzoli ), nel 1992 il libro di poesia L’insieme delle cose (Garzanti), nel 1993 l’ultimo romanzo La tempesta (Einaudi) da cui è stata tratta una versione teatrale, nel 1995 il saggio L’occhio della pittura (Garzanti), nel 1997 La Deposizione (Einaudi) e nel 1998 il saggio La distanza (Einaudi). Al lavoro critico e letterario affianca fin dalla fine degli anni ‘50 il lavoro della pittura. La sua prima esposizione personale è del 1961 alla Galleria del Cavallino di Venezia. Fin dagli esordi, Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, costruendo il quadro secondo una tecnica di sovrapposizione di piani temporali in cui ricordo e realtà, tragico e comico, giocano di continuo uno contro l’altro.Tiene esposizioni personali all‘estero, Parigi, Stoccolma, Bruxelles, Londra, Anversa, Stati Uniti e Sudamerica, sia in gallerie che in spazi pubblici e musei. E’ presente inoltre in numerose collettive. Nel 1978 e nel 1982 viene invitato alla Biennale di Venezia. Nel 1986 tiene una grande esposizione alla Rotonda della Besana a Milano dove espone una serie di tele che preannunciano il ciclo dei Profughi e quello dedicato alle Città italiane, poi presentato nel 1988 alla Tour Fromage di Aosta. Nel 1990 espone allo Studio Marconi sette grandi trittici. Del 1992 è la mostra Oltremare alla Galerie du Centre di Parigi e nel 1993 inaugura una mostra con nuove opere allo Studio Marconi di MilanoNel 1995 alla Villa delle Rose di Bologna vengono presentati otto grandi trittici de Il ballo dei filosofi. A partire dall’autunno 1995 fino all’ estate 1996 una grande mostra antologica e itinerante ha avuto luogo in Germania nei musei di Stralsund, Bochum e Darmstadt accompagnata da una monografia a cura di A.C.Quintavalle. Nel 1996 la mostra de Il ballo dei filosofi viene presentata alla galleria Giò Marconi. Tadini diventa commentatore del Corriere della Sera e dal 1997 al 2000 è stato presidente dell’Accademia di Brera. Nel 1997 espone presso la Galerie Karin Fesel a Düsseldorf, la Galerie Georges Fall a Parigi , il Museo di Castelvecchio a Verona e presso la  Galleria Excalibur di Stresa. Gli ultimi cicli dipinti sono quelli delle Nature morte e delle Fiabe che nel 1999 sono state presentate alla Die Galerie di Francoforte. Nel 2001 la città di Milano gli ha reso omaggio con una mostra antologica Emilio Tadini. Opere 1959/2000 a Palazzo Reale. Sempre nel 2001 in aprile si tiene la mostra di acquerelli Le figure le cose alla Galleria Giò Marconi di Milano. Tadini muore nel mesi di Settembre 2002

Si ringrazia Regione Piemonte, Provincia VCO,  Provincia di Novara,  Comune di Stresa, Comune di Lesa e  Publitalia ‘ 80

 

 

 

Mario De Biasi India e Disegni

Inaugurazione 9 Giugno 2007 alle ore18.00

Dal 9 giugno al 3 luglio 2007

Presente l’artista - Catalogo in Galleria

 

La Galleria Excalibur Artecontemporanea inaugura la mostra  fotografica " India edisegni" di Mario De Biasi  sabato 9 giugno alle ore 18.00 , in occasionedell'apertura dell’adiacente Agenzia di viaggi " Excalibur World" , affiliata Giramondo. Nessuno meglio di De Biasi , che nei suoi molteplici e famosi reportage,  ha girato il mondo e di cui ne ha fotografatoogni angolo , poteva essere scelto per questo battesimo. Uomo di grande esperienza di vita e di conoscenza, con milioni discatti ha fotografato in lungo e in largo , con un occhio da vero artista , ilmondo e l'umanità. Con queste 35 foto dell'India si vuole solo dare un piccoloassaggio della sua bravura nel cogliere le forme ed i colori: De Biasi dipinge con la macchina fotografica. Fanno parte della mostra anche 15 disegni realizzati dalla mano meticolosa  e paziente delmaestro, fatti forse per non perdere tempo tra un viaggio e  l'altro.L'artista sarà presente all'inaugurazione ,reduce  da una mostra a Madrid  e festeggerà con noi il suo 84° compleanno.

 

 Nato nel 1923 aSois, nei pressi di Belluno, Mario De Biasi è dal 1938 milanese

di adozione. Inizia afotografare nel 1945 con un apparecchio rinvenuto

fra le macerie diNorimberga, dove si trova deportato. Ritornato

in Italia, tiene la suaprima mostra personale nel 1948 e nel 1953 entra a

far parte della redazionedi Epoca, periodico per il quale realizza, in più di

trent’anni, centinaia di copertine e innumerevoli reportage da tutto ilmondo.

Fittissimala sua carriera espositiva, di cui vanno almeno menzionate

la partecipazione allarassegna Gli Universalisti alla Photokina di Colonia

nel 1972, quella allamostra The Italian Metamorphosis,1943-1968 al Solomon

Guggenheim Museum di New York (per il cui manifesto vienescelta

la sua foto Gli italianisi voltano) e la grande retrospettiva all’Arengario di

Milanonel 2000. Vincitore dell’Erich Salomon Preis a Colonia nel 1964, Premio

Saint Vincent per il giornalismo nel 1982, premio alla carrieraal Festival

di Arlesdel 1994 e Ambrogino d’Oro nel 2006, è presente nel volume

The Faces of Photography: Encounters with 50 Master Photographers of the

20th Century. Nel 2003 è stato insignito del titolo di Maestro della Fotografia

Italianadalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), che gli ha

inoltre dedicato un volumemonografico nella collana Grandi Autori. L’elenco

completo deilibri fotografici che .no ad oggi ha pubblicato ammontaa 91

titoli; tra i più recenti,Metamorfosi, raffinato lavoro sperimentale sulla combinazione

e fusione di immagini acolori, presentato nel testo da Vittorio Sgarbi.

Vive elavora a Milano. Gli piace che nelle note biografiche che lo riguardano

figuri sempre ciò che di luiscrisse il suo grande amico Bruno Munari:

“Hafotografato rivoluzioni e uomini famosi, paesi sconosciuti. Ha fotografato

vulcani in eruzione e distesebianche di neve al Polo a sessantacinque gradi

sotto zero. La macchina fotogra.ca fa parte ormai della sua anatomia come

il naso e gliocchi”. Quando non fotografa, disegna e colora.

 

 

 

 

 

LE  SCULTURE DI  GINO CORSANINI – MANUEL ALVAREZ – HATTORI KOH-EMON

                                                             

 a cura di GIORGIO BONOMI

 

inaugurazione domenica 13 maggio  ore 11.30

durata dal 14 maggio  al 3 giugno 2007

orari: da martedì a domenica 10/12.30-15.30/19.30 chiuso lunedì

 

Con il Patrocinio della Provincia di Novara , del Comune di Lesa e dello Jat di Lesa , Excalibur Artecontemporanea organizza dal 13 maggio al 3 giugno 2007 una mostra di sculture di  tre artisti  internazionali :Gino Corsanini, Manel  Alvarez, Keh-Emon. Hattori.  Gli sculturi impegnati nel Simposio di Stresa presso la Villa La Palazzola dal 12 al 13 maggio  nella realizzazione a cielo aperto di  tre  sculture monumentali di marmo con la tecnica “a togliere”,esporranno presso la Galleria una ventina di sculture  di medie e piccole dimensioni.

 Le opere esposte realizzate in varie materiali dal bronzo , al marmo , al ferro  potranno dare una immagine del lavoro dei singoli artisti. Ad invito sarà ospite della Galleria il maestro Stefano Soddu, reduce da una personale alla Pinacoteca di Villa Soranzo a Varallo Pombia , che presenterà all'aperto tre sculture in acciaio di grandi dimensioni.

Manuel Alvarez è nato in Spagna nel 1945 ed ha esposto in numerosi paesi del mondo. Molte sue sculture monumentali arricchiscono varie piazze, da Barcellona ad Atlanta, da Madrid a Venezia.

Gino Corsanini nasce ad Ortonovo nel 1947 e vive a Milano. Il marmo di Carrara è il suo materiale con cui esegue sculture di grandi dimensioni. Ha fatto parte della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano in qualità di scultore ed ha esposto in Italia e in numerosi Paesi europei.

Hattori Koh-Emon è nato in Giappone nel 1947, ha studiato a Brera. Lavora con vari materiali ed ha esposto in Italia, Europa e Giappone.

Stefano Soddu è nato a Cagliari nel 1946, risiede ed opera a Milano dove ha effettuato studi classici e si è laureato in giurisprudenza. Si è sempre occupato di arte visiva, avvicinandosi negli anni '60 allo sperimentalismo materico di Burri. Di tali anni sono le sue opere di plastica e rame. Nel 1995 fissa in un libro dal titolo "Risalendo la corrente" alcune sue esperienze ed intuizioni, elaborando un progetto in cui la scultura assume una parte preponderante. Dal 1998 partecipa attivamente al gruppo CAOS ITALIANO.

 

 

 

I° Simposio internazionale di Scultura

Città di Stresa

 

CITTA' DI STRESA – ASSESSORATO ALLA CULTURA

 invito

 

CONFERENZA STAMPA

LUNEDI 7 MAGGIO 2007 ORE 11.30

 

Sala Consiliare CITTA' DI STRESA

Piazza Matteotti, 6 - 28838 STRESA (VB)

 

STRESA UNO

                                                                                                          

I ^ SIMPOSIO INTERNAZIONALE DI SCULTURA

 

 

come nasce un’opera d’arte di

MANUEL ALVAREZ - GINO CORSANINI - KOH-EMON  HATTORI

 

a cura di GIORGIO BONOMI

                                                     

saranno presenti:

 

Sig.Sindaco Dr.Canio Di Milia

Assesore Cultura Albino Scarinzi

Critico prof. Giorgio Bonomi

Artista Gino Corsanini

Artista Koh-emon Hattori

 

Dal 12  al 27 maggio 2007 tre artisti internazionali, M. Alvarez, G. Corsanini, K.-E. Hattori, lavoreranno a Stresa presso la Villa La Palazzola tre grandi pezzi di marmo: con la tecnica “a togliere”, tipica della scultura in pietra, i tre artisti faranno uscire “fuori” dal marmo le loro opere. Queste opere, verranno collocate in tre spazi della città come elementi non tanto d’abbellimento, essendo i luoghi già straordinari di per sé, quanto capaci di lasciare un segno della cultura contemporanea che possa attirare l'attenzione dei passanti stimolandone la riflessione. L’importanza del Simposio consiste nel fatto che, non solo gli artisti staranno a stretto contatto e potranno confrontare e scambiare le loro esperienze, ma che gli stessi cittadini di Stresa ed i turisti,  potranno seguire, passo passo, l’esecuzione dell’opera. Questa, non sarà così vissuta come imposizione violenta, bensì come qualcosa che appartiene a loro, sia perché sarà collocata nella loro città sia perché ne avranno visto la gestazione e la nascita, non senza aver parlato e discusso con gli artisti stessi, intenti al lavoro.

 

Manuel Alvarez è nato in Spagna nel 1945 ed ha esposto in numerosi paesi del mondo. Molte sue sculture monumentali arricchiscono varie piazze, da Barcellona ad Atlanta, da Madrid a Venezia.

 

Gino Corsanini nasce ad Ortonovo nel 1947 e vive a Milano. Il marmo di Carrara è il suo materiale con cui esegue sculture di grandi dimensioni. Ha fatto parte della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano in qualità di scultore ed ha esposto in Italia e in numerosi Paesi europei.

 

Hattori Koh-Emon è nato in Giappone nel 1947, ha studiato a Brera. Lavora con vari materiali ed ha esposto in Italia, Europa e Giappone.

 

L’iniziativa che si avvale del contributo della Regione Piemonte, del Comune di Stresa e della Fondazione Banca Popolare di Novara sarà accompagnata da un catalogo con un testo di Giorgio Bonomi che documenterà l’esecuzione delle opere, le opere completate e successivamente collocate nel loro ambiente.

 

Hanno reso possibile questa manifestazione La Provincia del VCO, la Federalberghi di Stresa la ditta Ridolfo Ottavio, VCO Azzurra TV e soprattutto la Galleria Excalibur Artecontemporanea di Solcio di Lesa

 

Per informazioni : Ufficio Cultura Città di Stresa 0323 939254- 53 fax 0323 939222

Excalibur  Artecontemporanea 0322 772093 – 328 5823706 – excaliburgallery@libero.it – www.excalibur.altervista.org

Ufficio stampa Federico Pezzè: excaliburgallery@tiscali.it

 

 

 

 

 

 

" IL MONDO INCANTATO DI LELE...." di Emanuele Luzzati

dal 21 aprile al 10 maggio 2007

 

 

La Galleria Excalibur  Sabato  21 aprile  alle ore 18 inaugura la mostra“ Il mondo incantato di   Lele....." di Emanuele Luzzati. "Siamo rimasti tutti orfani ", mi ha messaggiato una signora di Firenze alla notizia della morte di Emanuele Luzzati. Tutti pensavamo che non se ne sarebbe mai andato , ma che ci avrebbe eternamente rallegrato con i suoi personaggi gioiosi ed incantati,Ed invec e così come è visuuto , così se n'è andato in punta di piedi , senza rumore e con discrezione . Questa è la prima mostra che la galleria organizza dopo la sua scomparsa e ci sembra doveroso ricordarlo con affetto attraverso le sue immagini. Per l'occasione sarà presentata tutta la collana dei suoi libri da  Graffi Sbagli Ritagli , (Edizione Nuages) che raccoglie  tutte le acqueforti e acquatinte realizzate da Emanuele Luzzati con lo stampatore Alfredo Meconi, a Pinocchio, Alice nel paese delle meraviglie , al Decamerone 1 e 2 , il Corsaro di Ventimiglia, Peter Pan ...La Galleria Excalibur è molto legata al lavoro di Luzzati, avendo già presentato nella sede di Stresa  la mostra “ Commedia all’italiana “ con  i disegni originali del “Decamerone”  e avendo organizzato con il Festival delle Settimane Musicali di Stresa del Lago Maggiore due edizioni" Luzzati incontra Rossini" presso il Castello Visconteo di Vogogna e  "La Musice delle Immagini " presso la Villa Giulia di Pallanza . La mostra  raccoglie circa cinquanta lavori tra disegni, incisioni ,  serigrafie e poster in cui si avvicenderanno soggetti come Pulcinella, Pinocchio,Alice, Dame e Cavalieri, Re e regine ,coppie di innamorati,acrobati e giocolieri, elefanti Arche di Noè piene di animali, Papageno e Papagena, , Marco Polo, insomma una serie di bellissimi personaggi colorati e fantastici.La propiezione dei  suoi bellissimi video dal Flauto magico all'Italiana in Algeri , alla Gazza ladra arricchiranno  la mostra. Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati nel nostro tempo

 

La mostra proseguirà fino al 10 maggio 2007 con orari da martedì a domenica 10-12.30 / 15.30- 19.00 chiuso lunedì

 

 

EMANUELE LUZZATI ( Biografia)

 

Emanuele Luzzati nasce a Genova nel 1921. Studia e si diploma a Losanna all' Ecole des Beaux Arts. Pittore, decoratore, illustratore, ceramista, si dedica alle scene e ai costumi teatrali e, più tardi, insieme a Giulio Gianini, alla realizzazione di film a disegni animati. Ha realizzato circa cinquecento scenografie per Prosa, Lirica e Danza nei principali teatri italiani e stranieri. Ha illustrato molti libri dedicati all'infanzia. Ha eseguito pannelli, sbalzi ed arazzi sulle navi Andrea Doria, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Ausonia e Marco Polo. Dal 1981 al 1984 una sua mostra, intitolata " Il sipario magico ", allestita dall'Università di Roma ha girato in Italia e all'estero. Ha esposto alla Biennale di Venezia del 1972, nella sezione Grafica sperimentale. Illustra nel 1988 il volume Le fiabe scelte dei fratelli Grimm nell'edizione fuori commercio della Società Olivetti. Nel marzo del 1990 si inaugurano a Reggio Emilia, Cavriago, Sant'Ilario e Montecchio quattro sezioni di una grande mostra dedicata all'opera complessiva di Luzzati. Luzzati fa parte dell'AGI ( Alliance Graphique Internationale ) e dell'Academy, avendo ottenuto due nomination all'Oscar per i suoi film d'animazione La gazza ladra e Pulcinella. Nel 1989 illustra Candido di Voltaire per le edizioni Nuages. Nel 1992 gli viene conferita dall'Università di Genova la laurea Honoris causa Nel 1993 l'Unione dei Teatri d' Europa organizza la mostra Emanuele Luzzati scenografo, che viene allestita, come prima sede, presso il Centre Georges Pompidou di Parigi. Nel novembre 1995 riceve il Premio Ubu per la migliore scenografia dell'anno conferitagli per le scene realizzate per il Pinocchio prodotto dal Teatro della Tosse di Genova. Il Teatro della Tosse è stato fondato nel 1975 dallo stesso Luzzati insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo. Nel 1996 illustra Pinocchio per le edizioni Nuages. Nel dicembre 1996 viene allestita presso il Palazzo Ducale di Genova una mostra antologica della sua opera. Per il Natale 1997 il Comune di Torino gli chiede di " addobbare" la Stazione di Porta Nuova e di creare un grande Presepio nei giardini di fronte alla stazione. L' anno successivo realizza un parco giochi per bambini ispirato al Flauto magico di Mozart. Nel 1998 illustra, per le edizioni Nuages, Alice nel paese delle meraviglie. Nel 1999 realizza le scene del Barbiere di Siviglia per il Teatro San Carlo di Napoli. Nel dicembre 2000 viene inaugurato uno spazio dedicato a Emanuele Luzzati al Porto Antico di Genova, nella vecchia costruzione di Porta Siberia, ristrutturata a cura dello Studio di Renzo Piano. Nel 2001 illustra per Nuages una scelta di novelle del Decamerone. Nel 2002, sempre per Nuages, illustra il secondo volume di novelle del Decamerone e Animali Sapienti, favole di Giorgio Mattotti.Nel 2006 illustra Il Marco Polo( ed. Nuages) e le tavole originali sono esposte al Museo Correr di Venezia. La sera del 26 gennaio 2007 Emanuele Luzzati, serenamente, se n'è andato.

 

 

 

 

"I MIEI PRIMI 15 ANNI"

17 Febbraio - 31 Marzo 2007

 

 

La Galleria Excalibur sabato 17 febbraio alle ore 18 inaugura la mostra " I miei primi 15 anni". Con questo evento vuole ricordare a tutti gli amici che l' hanno seguita, in questo percorso difficile , ma affascinante , gli eventi i , gli artisti, gli incontri , gli scambi che sono avvenuti in quindici anni d'arte sulle sponde del lago Maggiore. Così dopo Quindicianni sono ancora qui , sempre con l'entusiasmo e la passione di quando iniziai , nel lontano 1992, in un caldo agosto d'estate in vacanza sul Lago Maggiore. Allestii una mostra di Salvatore e Laura Fiume , in una sala dell'Hotel Les Iles Borromees di Stresa , con un concerto di Chopin del nostro amico pianista Marek Jablonski e lì capii che quella era la mia vita , vivere in mezzo all'arte con tante idee e tanti progetti. Da quella prima esperienza partì la ricerca di uno spazio tutto mio ,dove iniziare questa avventura. Convinsi il proprietario di una casetta abbandonata ed in attesa di ristrutturazione sul lungolago , ad affittarmi due locali a pianterreno . Così fu , c'erano due camini fine ottocento , il sasso per terra e un sapore di romanticismo . Ripulii ed imbiancai , tra mille cavilli burocratici di licenze e permessi , ma testarda ed incosciente , quello fu l'inizio di un percorso : mostra dopo mostra , vernice dopo vernice , monta smonta , apri chiudi , parla ridi , eccomi qua a fare il bilancio : è stata una buona scelta o........è stato un errore? Credo che ne valesse la pena!. L'incontro con il gallerista Marconi fu una tappa importantissima per me e per la mia galleria , lui mi insegnò come guardare l'arte e come farla guardare , mi ha fatto conoscere gli artisti più importanti nella storia dell'arte contemporanea ,da Adami, Baj , Tadini , Rotella, Pomodoro, Vedova, Schifano, Man Ray , Fontana , mi ha dato la convinzione e una conferma che quello che stavo facendo fosse la cosa giusta , fare il più bel lavoro del mondo in un bellissimo posto. Quindici anni sono pochi per fare un bilancio della propria vita, ma abbastanza per quello di una Galleria: Excalibur , un nome ispirato senza razionalità, capitato ma veritiero. Excalibur la spada magica di Re Artù , buttata dopo la sua morte nelle fredde acque del lago, ma la Dama del Lago uscendo dalle acque la salvò e la conservò gelosamente tra le sue braccia. Ecco Excalibr una spada magica tra le mie mani , per vincere le battaglie solitarie di un lavoro tanto bello, ma anche tanto difficile. Una lotta continua , un duello perenne con amici e nemici, sempre sulla breccia a caccia di trofei e di vittorie, step by step, tassello dopo tassello , l'incastro di un puzzle , dove tutto ha un significato ed un mistero: gli incontri , le conoscenze , le amicizie , il passaparola e questa passione che come una macchia d'olio si allarga , si allarga sempre più, la goccia diventa un rivolo, il rivolo un torrente , il torrente un fiume , il fiume un lago, un mare, un oceano............ Voilà... chi ha capito mi segua e chi non mi ha capito forse con questa mia confessione capirà. Io ce l'ho messa tutta, anche a fare un pò di cultura e a far conoscere l'arte contemporanea sulle sponde di questo magnifico lago.

Gli aneddoti e gli episodi sono tantissimi , ma questa è un'altra storia , che rimando al mio primo libro che sto già scrivendo e aggiornando , manca solo il finale , ma quale sarà ?!...Ad majora! Wilma Brioschi

 

 

 

 

 

LUCIO FONTANA

3 dicembre 2006 - 7 gennaio 2007

Lucio Fontana nasce in Argentina, a Rosario di Santa Fè, il 19 febbraio 1899. Il padre Luigi, italiano, in Argentina da una decina d'anni, è scultore e la madre, Lucia Bottino, di origine italiana, è attrice di teatro. A sei anni, con il padre, viene a Milano per frequentare le scuole. Già nel 1910 inizia il suo apprendistato artistico nella bottega paterna. Si iscrive poi a una scuola per Maestri Edili che lascia per arruolarsi come volontario nella prima guerra mondiale. Ferito, è congedato con medaglia d'argento al valore militare; riprende quindi gli studi e si diploma.

Nel 1921 torna in Argentina, a Rosario di Santa Fè e inizia la sua attività di scultore nella bottega di scultura del padre. Apre poi un proprio studio a Rosario. Tra il 1925 e il 1927 vince alcuni concorsi e realizza, tra gli altri, il monumento a Juana Blanco.

Torna a Milano nel 1928 per iscriversi, come allievo di Adolfo Wildt, al 1° corso dell'Accademia di Brera: a fine anno è promosso al 4° corso. Partecipa intanto a esposizioni e concorsi in Italia, in Spagna e in Argentina. Nel 1930 conosce Teresita Rasini che diventerà sua moglie. Spaziando tra figurativo e astratto, la sua scultura, sia in terracotta sia in gesso, con o senza colore, diventa più libera e personale. In quegli anni, importantissimi per la sua ricerca artistica, sempre più riconosciuta dai maggiori critici, da Argan a Belli, Persico, Morosini, partecipa alla Triennale di Milano, alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma; espone più volte alla Galleria del Milione, inizia l'attività di ceramista ad Albisola e, nel 1937, alla Manifattura di Sèvres dove realizza alcune sculture di piccolo formato che espone, e vende, a Parigi. Intensa, già in questo periodo, la sua attività con gli architetti più all'avanguardia.

All'inizio del 1940 parte per Buenos Aires, dove si stabilisce, lavora intensamente e vince vari concorsi di scultura. Professore di modellato alla Scuola di Belle Arti, nel 1946 organizza con altri una scuola d'arte privata: l'Accademia di Altamira che diventa un importante centro di promozione culturale. E' proprio qui che, in contatto con giovani artisti e intellettuali, elabora le teorie di ricerca artistica che portano alla pubblicazione del Manifiesto Blanco.

Rientrato a Milano nell'aprile del 1947, Fontana fonda il "Movimento spaziale" e, con altri artisti e intellettuali, pubblica il Primo Manifesto dello Spazialismo. Riprende l'attività di ceramista ad Albisola e la collaborazione con gli architetti. L'anno seguente vede l'uscita del Secondo Manifesto dello Spazialismo. Nel 1949 espone alla Galleria del Naviglio l'Ambiente spaziale a luce nera suscitando al tempo stesso grande entusiasmo e scalpore.

Nello stesso anno nasce la sua invenzione più originale quando, forse spinto dalla sua origine di scultore, alla ricerca di una terza dimensione realizza i primi quadri forando le tele.

Continua a essere invitato alle Biennali di Venezia, alle Triennali di Milano. Nel 1950 esce il terzo manifesto spaziale Proposta per un regolamento. Nel 1951, alla IX Triennale, dove per primo usa il neon come forma d'arte, legge il suo Manifesto tecnico dello Spazialismo. Partecipa poi al concorso indetto per la Quinta Porta del Duomo di Milano vincendolo ex-aequo con Minguzzi nel 1952. Nello stesso anno firma con altri artisti il Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione ed espone per la prima volta in modo compiuto le sue opere spaziali alla Galleria del Naviglio di Milano. Scatenando di nuovo entusiasmo e sgomento, oltre a forarle, Fontana dipinge ora le tele, vi applica colore, inchiostri, pastelli, collages, lustrini, frammenti di vetro. E' ormai noto e apprezzato anche all'estero. Nel 1957, in una serie di opere in carta telata, oltre ai buchi e ai graffiti appaiono, appena accennati, i tagli ai quali arriverà compiutamente l'anno successivo: dalle tele a più tagli colorate a velature a quelle monocrome intitolate Concetto spaziale, Attesa. Mostre e partecipazioni a manifestazioni internazionali si susseguono a ritmo sempre più intenso: i musei, le gallerie e i collezionisti più sensibili acquistano le sue opere. Uomo di grande generosità, sempre pronto, anche quando materialmente non ne aveva ancora la possibilità, ad aiutare i giovani artisti, Fontana li incoraggia, ne acquista le opere, fa loro dono delle sue anche se, nella maggior parte dei casi, sa che saranno subito vendute.

In quegli anni Fontana realizza, oltre a sculture in ferro su gambo, una serie di opere in terracotta, note come Nature: sorta di sfere su cui interviene con larghi squarci o ferite a taglio; continua anche a eseguire lavori in ceramica di grande e di piccolo formato e a collaborare con i maggiori architetti per opere di environnement, denominate Ambiente spaziale, in cui impiega la luce come elemento innovativo, secondo una tecnica ripresa poi da altri artisti.

Negli anni '60, di ritorno da New York, Fontana, ispirato dalle luci della città, realizza una serie di opere su lastre di metallo. Si dedica poi a una serie di dipinti ovali, a olio, tutti dello stesso formato, monocromi e costellati di buchi, di squarci, a volte cosparsi di lustrini, che chiama Fine di Dio. Lo stesso tema si ritrova, nel 1967, in una serie di ellissi in legno laccato a colori squillanti, pezzi unici realizzati su suo disegno. Tra il 1964 e il 1966 inventa i Teatrini: cornici in legno sagomato e laccato che racchiudono tele monocrome forate. Non abbandona però i "tagli", cui rimane fedele sino all'ultimo, e nel 1966, per la sua sala bianca, con tele bianche segnate da un solo taglio verticale, la giuria internazionale della XXXIII Biennale di Venezia gli assegna il primo premio per la pittura.

Lasciata Milano e trasferitosi a Comabbio, paese d'origine della sua famiglia di cui aveva restaurato la vecchia casa colonica, muore il 7 settembre 1968.

La presenza di opere di Fontana nelle collezioni permanenti di più di cento musei di tutto il mondo sono un'ulteriore conferma dell'importanza della sua arte.

 

 

 

 

sabato 18 novembre 2006 ore 18.00

inaugurazione mostra

"Regalo d'Arte"

arredare ed investire con grafiche, sculture e vetri d'autore

 

Asta Benefica  sabato 25 novembre

presso Sporting Lesa ore 18.00

pro Chiesa Parrochiale di Solcio

 

18 novembre 2006 – 7 gennaio 2007

 

La Galleria Excalibur inaugura sabato 18 novembre 2006 alle ore 18.00 la mostra Regalo d'arte, arredare ed investire con multipli d'autore dei maggiori artisti contemporanei quali :

 

Adami , Afro Celotto , Baj, Bonalumi, Brindisi ,Cagnone , Corneille,Dalì, Del Pezzo, Kounellis, Luzzati, Masson,Mattioli, Mirò,Mischef, Munari , Paladino, Picasso, Nespolo, Paladino , Picasso , Radice,Giò Pomodoro ,Scanavino, Selden, Schifano, Simeti , Vedova, Veronesi.

 

Le opere invendute andranno all'asta sabato 25 novembre alle ore 18.00 presso lo Sporting Lesa , in via Davicini. Parte del ricavato sarà devoluto alla Chiesa Parrocchiale S.Rocco di Solcio, per il completamento del restauro.

 

 

 

"TURI SIMETI”

 

inaugurazione sabato 7 Ottobre 2006 ore 18.00 ( presente l'artista )

 

dal 7 Ottobre al 5 Novembre 2006

 

catalogo in galleria con introduzione di Flaminio Gualdoni mostra a cura di Wilma Brioschi

Ufficio stampa:Federico Pezze'

excaliburgallery@tiscali.it

 

Con il patrocinio del Comune di Lesa e Ufficio Turistico di Lesa

orari da martedì a venerdì:15-30/19-30 sabato e domenica:10-12.30/15.30-19.30 (chiuso lunedì)

 

TURI SIMETI Opere Recenti

 

Figura fondamentale della pittura che, dagli anni Sessanta, si basa sugli elementi primi della visione, Turi Simeti (Alcamo, 1929) si presenta alla Galleria Excalibur con una serie di opere recenti, basate sulla tensione monocroma della superficie e sull’aggetto fisico di sagome geometriche ovali, che fanno del dipinto insieme uno spazio a forte valenza simbolica e un corpo plastico fisicamente percepito.

Le venti opere esposte, tutte datanti agli anni recenti, danno vita a un vero e proprio percorso visivo che coinvolge tutto lo spazio espositivo, in cui ogni opera vale per se stessa e come elemento di un più ampio progetto di attivazione ambientale.

Come scrive Flaminio Gualdoni nel saggio introduttivo, Simeti ha mirato e mira, per atti purificati e avvertiti sino allo spasimo concettuale, a dar corso a una pittura di sostanze, e d’energie, che travalichino il mero dato retinico: che siano, dopo il saut dans le vide kleiniano, pulsazioni precise d’un senso possibile”.

 

Flaminio Gualdoni

 

 

 

 

 

SONJA QUARONE “ Qui, altrove....un tempo"

 

inaugurazione sabato 9 settembre 2006 ore 18.00

dal 9 al  30 Settembre 2006

catalogo in galleria con introduzione di Marco Beretta

mostra a cura di Wilma Brioschi

 

Ufficio stampa:Federico Pezzè

excaliburgallery@tiscali.it

 

 La mostra di Sonja Quarone, che si inaugura il 9 di settembre alle ore 18 alla presenza dell'artista,

raccoglie trenta opere , tra cui gli ultimi lavori inediti, creati dalla stessa nella sua spasmodica e

intensa ricerca creativa Giovane promessa di talento nel mondo dell'arte contemporanea, dopo aver

esposto in spazi pubblici e in gallerie private, approda da Excalibur Artecontemporanea sul Lago

Maggiore, quale proposta giovane nella rosa di importanti maestri storici presentati nel calendario

espositivo della galleria, quali Fontana, Pomodoro, Schifano, Rotella, Man Ray, ecc.....

Le nuove creazioni artistiche includono pelli di vacche belghe,con impresse cicatrici di tagli cesarei,

come ad accomunare e ricordare l'esperienza dolorosa e devastante dell'artista :l'esperienza del parto

come ferita e lacerazione che lascia una traccia indelebile.

Sonja Quarone nata nel 1972 a Vigevano,consegue la maturità al Liceo Artistico di Novara e si

diploma in Decorazione presso L'Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 2001 crea ES , laboratorio

di Design (light box , lampade , decorazioni su tessuto ed accessori.

Il lattice è la materia prediletta, fondante delle opere di Sonja Quarone. Nel lattice vengono inclusi

diversi oggetti ( garze, reticoli metallici, indumenti, stoffe,elementi naturali quali foglie , rami,

fiori, ritagli di carta, frasi , fotografie....) e ad esso si uniscono altri materiali come gesso, colori,

legni ottenendo come risultato forme composite e mobili, fluttuanti nell'aria, attraversate dalla luce

che rivela in modo inedito effetti visivi , carichi di inquietante e disorientante intimità.

Un' iconografia densa di dati simbolici, che rimanda alle esperienze personali dell'artista, ma anche

alla scia di vita che ognuno lascia dietro di sè.Alle tracce di esistenza che disseminiamo nel nostro

cammino, ai frammenti che perdiamo,che raccogliamo casualmente o per atto di volontà; l'atto che

Sonja Quarone compie artisticamente , cercando di trattenere quelle tracce nella colata di gomma

che tutto in sè include e osserva dalla deriva del tempo.

Vive e lavora a Vigevano.

 

 

“ La musica delle immagini” di Emanuele Luzzati

 

Luzzati in collaborazione con la Galleria d’Arte Contemporanea Excalibur , con il Patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia del VCO.  Settimo    appuntamento , dopo Le Rossignol di Tadini, e gli allievi di Brera , I colori della Musica di Marco Lodola , Luzzati incontra Rossini di Emanuele Luzzati, Arte in musica di Ugo Nespolo , Kostabifestival di Mark  Kostabi , L’armonia delle sfere di Lucio Del Pezzo, nel 2006 ancora una volta musica e arti figurative si incontrano, nell’ambito delle manifestazioni complementari del Festival delle  Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore.

La Musica delle immagini di Luzzati accoglierà nella suggestiva cornice di Villa Giulia a Verbania un centinaio di opere tra  tra illustrazioni originali, installazioni , grafiche e video. La mostra sarà arricchita da un bookshop  nel quale sarà presentata tutta l’opera illustrativa di Luzzati  : Pinocchio, Alice nel paese delle meraviglie, Il Decamerone , Marco Polo ed  altri.

I video delle animazioni del Flauto magico , di Pulcinella e della Gazza ladra saranno  diffusi durante la mostra in una sala proiezioni. Una grande installazione dell’Arca di Noè arricchirà la mostra.

 

 

Organizzazione : EXCALIBUR Artecontemporanea

28040 Solcio di Lesa (No) Via Borroni 1 tel.0322772093

www.excalibur.altervista.org /excaliburgallery@libero.it

 

 

La Musica delle immagini di Emanuele Luzzati

Villa Giulia a  Pallanza – Verbania

Dal 19 agosto al 10 settembre

Orari da lunedì a venerdì 17.00 – 22.00

Da sabato a domenica 10.00/12.00 – 16.00/22.00

Ingresso libero

Info : Wilma Brioschi tel. 0322772093 cell. 3285823706

Uff. stampa:  Federico Pezzè excaliburgallery@tiscali.it

 

( Biografia)

Emanuele Luzzati nasce a Genova nel 1921.

Studia e si diploma a Losanna all' Ecole des Beaux Arts.

Pittore, decoratore, illustratore, ceramista, si dedica alle scene e ai costumi teatrali e, più tardi, insieme a Giulio Gianini, alla realizzazione di film a disegni animati.

Ha realizzato circa cinquecento scenografie per Prosa, Lirica e Danza nei principali teatri italiani e stranieri.Ha illustrato molti libri dedicati all'infanzia.

Ha eseguito pannelli, sbalzi ed arazzi sulle navi Andrea Doria, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Ausonia e Marco Polo

Dal 1981 al 1984 una sua mostra, intitolata " Il sipario magico ", allestita dall'Università di Roma ha girato in Italia e all'estero.

Ha esposto alla Biennale di Venezia del 1972, nella sezione Grafica sperimentale.

Illustra nel 1988 il volume Le fiabe scelte dei fratelli Grimm nell'edizione fuori commercio della Società Olivetti.

Nel marzo del 1990 si inaugurano a Reggio Emilia, Cavriago, Sant'Ilario e Montecchio quattro sezioni di una grande mostra dedicata all'opera completa di Luzzati.

Luzzati fa parte dell'AGI ( Alliance Graphique Internationale ) e dell'Accademy, avendo ottenuto due nomination all'Oscar per i suoi film d'animazione La gazza ladra e Pulcinella.

Nel 1989 illustra Candido di Voltaire per le edizioni Nuages.

Nel 1992 gli viene conferita dall'Università di Genova la laurea Honoris causa in Architettura.

Nel 1993 l'Unione dei Teatri d' Europa organizza la mostra Emanuele Luzzati scenografo, che viene allestita, come prima sede, presso il Centre Georges Pompidou di Parigi.

Nel novembre 1995 riceve il Premio Ubu per la migliore scenografia dell'anno conferitagli per le scene realizzate per il Pinocchio prodotto dal Teatro della Tosse di Genova.

Il Teatro della Tosse è stato fondato nel 1975 dallo stesso Luzzati insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo.

Nel 1996 illustra Pinocchio per le edizioni Nuages.

Nel dicembre 1996 viene allestita presso il Palazzo Ducale di Genova una mostra antologica della sua opera.

Per il Natale 1997 il Comune di Torino gli chiede di " addobbare" la Stazione di Porta Nuova e di creare un grande Presepio nei giardini di fronte alla stazione.

L' anno successivo realizza un parco giochi per bambini ispirato al Flauto magico di Mozart.

Nel 1998 illustra, per le edizioni Nuages, Alice nel paese delle meraviglie.

Nel 1999 realizza le scene del Barbiere di Siviglia per il Teatro San Carlo di Napoli.

Nel dicembre 2000 viene inaugurato uno spazio dedicato a Emanuele Luzzati al Porto Antico di Genova, nella vecchia costruzione di Porta Siberia, ristrutturata a cura dello Studio di Renzo Piano.

Nel 2001 illustra per Nuages una scelta di novelle del Decamerone.

Nel 2002, sempre per Nuages, illustra il secondo volume di novelle del Decamerone e Animali Sapienti, favole di Giorgio Matteotti. Nel 2005 illustra per Nuages il Marco Polo e le tavole originali vengono esposte al Museo Correr di Venezia. 

 

 

 

ANDY " ACRILICOFLUO "

 

24 Giugno - 15 Luglio 2006

 

L’evento nasce dalla volontà di fondere diverse forme d’arte: pittura, musica , sullo sfondo di uno spazio polifunzionale,

un laboratorio d’incontro di culture, energie, colori, di arte in movimento, una sorta di  “lounge” di dipinti unici d’arte contemporanea.

Andy pittore, designer, performer, artefice di grandi dipinti presenti in Italia, Spagna, Russia e Dubai di installazioni che si appropriano di spazzi enormi, accetta ancora una volta di esplorare un nuovo terreno: La

 

EXCALIBUR ART GALLERY

 

Andy, cofondatore dei Bluvertigo, segue un percorso artistico che si caratterizza per uno spiccato desiderio di contaminare differenti forme espressive: dalla pittura, con particolare attenzione all’uso della fluorescenza, alla musica, componendo anche colonne sonore per la danza contemporanea ed il teatro, ed esibendosi come DJ.

Le sue origini sono legate al pop, in particolare a quelle sonorità che hanno segnato gli anni ’80, con personaggi e generi ancora oggi di forte impatto.

Terreno comune agli aspetti diversi della sua espressione artistica è la tematica del “reset”, il grado zero della creatività, come territorio da esplorare alla costante ricerca di nuove idee e nuove soluzioni formali.

 

 

 

DONZELLI , MONTUSCHI e NESPOLO

 

“ GIOCAndo con L’ARTE”

 

20 Maggio - 15 Giugno 2006

 

Inaugurazione 20 maggio 2006 ore 18.00

 

Con il patrocinio del Comune di Lesa e dell’ufficio Jat di Lesa , Excalibur  Artecontemporanea  presenta la mostra “Donzelli – Montuschi – Nespolo” GIOCAndo con L’ARTE dal 20 maggio al 15 giugno 2006. Per ogni artista  vengono presentate  una quindicina di opere  tra carte , oli e ceramiche. Il gioco , tema conduttore di questa mostra ,viene  sviluppato  in forme ed intenti diversi dai i tre artisti ,  geograficamente lontani nord ,  centro e  sud , Nespolo a Torino , Montuschi  a Faenza e Donzelli a  Napoli, ma  artisticamente molto vicini .Nespolo ritrova nelle sue opere l’innocenza dell’infanzia , con relativa semplicità e freschezza mentale, ironizzando magari involontariamente , nei confronti della troppa saggezza e sottigliezza da cui è assediata l’arte contemporanea, soprattutto  nelle sue manifestazioni d’avanguardia. Eccolo lì  L’enfant terribile  , è il Pierino la Peste  che ci racconta nel suo linguaggio elementare  divertendosi, ed ecco qui il linguaggio ludico quasi come un gioco , a raccontarci quello che vede con occhio incantato e malizioso smontando tutto pezzo per pezzo i   musei, rivisita i grandi maestri  e li ridonda con una scala cromatica di colori primari. Bruno Donzelli usa un linguaggio narrativo , vivace anzi scoppiettante , denso di materismo cromatico ludico-ironico nutrito di spietate rivisitazioni , più che di citazioni. Dunque un raffinato e furbo cantastorie di altrui gesta pittoriche che graffia e accarezza , smonta e rimonta motivi , situazioni e modelli con una esplosiva vis ludica dalle infinite risorse. A Giancarlo Montuschi classe 52 preme soprattutto lasciare libero corso alla sua coscienza fantastica, suggerendo implicitamente che percorrendo un percorso lontano dal razionalismo economicistico dominante , può sussistere qualche speranza se non proprio di  felicità almeno di rasserenante leggerezza-. C’è infatti molto di calviniano nelle atmosfere magico – fiabesche evocate da Montuschi- , con il suo popolo di maghi , di animali fantastici, creature che veleggiano sullo sfondo o all’interno di mappe, di galassie, pianeti e costellazioni che perviene alla sapiente sintesi intuitiva del disegno giocoso  e ingenuo dei bambini. Allegria , colori  e fantasia caratterizzano questa mostra da visitare e soprattutto non vietata ma raccomandata ai minori di 14 anni.

 

 

 

Mario SCHIFANO

 

10 Dicembre 2005 - 8 Gennaio 2006

 

Inaugurazione sabato 10 Dicembre 2005 alle ore 17.30

 

Sono presenti  sessanta  opere  in una mostra personale alla Galleria Excalibur di Solcio di Lesa (No) eseguite  tra il ’90 e il ’97.In questa rassegna si è cercato di offrire un panorama  dei diversi attimi vissuti da Schifano , un excursus, un viaggio, attraverso quella che è stato per l’artista una mania: la sua pittura associata ai fotogrammi “rubati” al video e immortalati in una fotografia. Questi lavori costituiscono ulteriore prova che l’artista romano, rifiuta ancora una volta di assoggettarsi a un codice uniforme mentre fa pittura su fotografia. ” La televisione, lo dico subito è la mia musa ausiliaria”, queste le parole di Schifano, mentre creava un cortocircuito tra visione, sentimento e pittura. Il rapporto fra pittura e fotografia è stato senz’altro uno dei temi privilegiati della cultura Pop, così come la suggestione  concettuale del  frame televisivo nella varietà di implicazioni che essa ha comportato nella nozione stessa di immagine. Di tutto ciò Schifano è stato un pioniere. Ne sono fedele testimonianza queste opere di una cospicua collezione privata, in cui l’immagine televisiva e fotografica diventano il pretesto per un per un ‘ulteriore  azione pittorica di appropriazione e comprensione del mondo. Questa esposizione permette di mettere in luce un aspetto meno noto dell’arte di Schifano, aggiungendo un elemento prezioso di ulteriore lettura nella sua  produzione e nell’esplorazione dell’arte contemporanea.

 

 

 

Mimmo ROTELLA

 

1- 30 Novembre 2005

 

Inaugurazione sabato 1 Novembre  2005 alle ore 18.00

 

     Con il patrocinio della Regione , della Provincia di Novara e del Comune di Lesa e dell’ufficio Jat di Lesa , la Galleria Excalibur  presenta la mostra del maestro Mimmo Rotella ARTEMITO con inaugurazione sabato 1 novembre alle ore 17.30 , la mostra proseguirà fino al 30 novembre 2005. In mostra saranno presenti una decina di decollages opere uniche e  una ventina di opere grafiche realizzate da Mimmo Rotella in tempi recenti sul tema del cinema  Sono decollages  eseguiti singolarmente, uno ad uno, raccolti in tiratura , numerati e firmati dall’artista .Il procedimento tecnico configura la stampa di un manifesto su fondo a supporto e la successiva applicazione di un altro manifesto, incollato a tratti per rendere attuabile lo strappo a mano del maestro che interviene personalmente. Ogni esemplare pur nel concetto di multiplo , viene trattato alla stregua dell’opera unica originale. Sono esposti anche sculture d’arredamento quali librerie , pareti e sedie serigrafate e firmate dall’artista,  veramente spettacolari e  per la prima volta in  mostra  in una Galleria. Mimmo Rotella nato a  Catanzaro nel 1918 , dopo un periodo di studi a Napoli presso l’Accademia di Belle Arti si trasferisce a Roma dove lavora come disegnatore. Al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Nel 1949  scrive il Manifesto della Poesia epistaltica  e la  prima mostra nel 1951 a Roma con poco favore della critica. Tra il 51 e il 52 ottiene una  Borsa di studio negli Stati Uniti  in qualità di “ Artist in Residence” presso l’Università di Kansas City , dove dipinge una grande composizione murale e  incide per la prima volta alcuni poemi fonetici ,con l’accompagnamento di  strumenti a percussione. Tornato a Roma nel a1953 , ha un periodo di crisi , durante la quale interrompe la produzione pittorica .Convinto che in arte tutto fosse già stato fatto ha improvvisamente quello che egli stesso definisce “ Illuminazione Zen”: la scoperta del manifesto pubblicitario come espressione artistica , come messaggio della città. Così nasce il decollage , incollando sulla tela pezzi di manifesti strappati per strada , adottando il collage dei cubisti e contaminandolo con la matrice dadaista e dissacratrice dell’objet trouvè. Nel 1954 espone per la prima volta “ il manifesto lacerato”In quegli anni utilizza anche retrò d’affiche , adoperando i manifesti dalla parte retro e ottenendo lavori informali e monocromi. Con la serie Cinecittà , del 1958 , scegliendo le figure e i volti dell’affiche cinematografico orienta la produzione verso opere di tipo più figurativo. Alla fine degli anni Cinquanta comincia ad inserire nei decollages anche pezzi di lamiera e di zinco strappati . Nel 1960 aderisce al gruppo dei Nouveaux Rèalistes, teorico del quale è il critico francese Pierre Restany. Nel 1964 partecipa alla XXXII Biennale di Venezia con una sala personale. Negli anni Ottanta elabora le coperture d’affiche o blanks: manifesti pubblicitari coperti da fogli bianchi. Di seguito realizza le sovrapitture, ispirandosi al grafittismo, intervenendo pittoricamente sui manifesti pubblicitari lacerati ed incollati su tela e dal 1987 anche su lamiera. Nel 1992 è nominato “ Officiel des Arts et des Lettres dal ministro francese della cultura Jack Lang. Mimmo Rotella pur aggredendo il cartellone pubblicitario , non distrugge il senso dell’immagine compiuta , ma la ritrova. Le sue opere sono strappate e ferite , ma lasciano ancora riconoscere il volto di John Wayne e la sua colt , l’abbraccio di Bogart e di Ingrid Bergman in Casablanca, gli occhi azzurri di Paul Newan e gli occhi verdi di Li z Taylor nella Gatta sul tetto che scotta..Rotella lavora su icone e su miti moderni  , forse gli unici che ci rimangono. Nel 1992 è nominato “ Officiel des Arte set des Lettres dal Ministro francese della Cultura Jack Lang.

Vive e lavora a Milano.

 

 

 

BAJ & CORNEILLE  " Opere a quattro mani "

 

17 Settembre - 31 Ottobre 2005

 

Inaugurazione sabato 17 Settembre 2005 alle ore 18.00

 

 

Con il patrocinio della Regione , della Provincia di Novara e del Comune di Lesa e dell’ufficio Jat di Lesa , la Galleria Excalibur  presenta la mostra di Baj e Corneille Opere eseguite  a quattro mani dai due artisti-amici nell’ottobre 2000 nella casa - studio di Vergiate di Baj., dove ognuno ha dato il proprio supporto creativo sfociando  in nuove ed uniche opere artistiche. Corneille Guillame Beverloo  nasce a Liegi da genitori olandesi il 4 luglio 1922 .Fin da bambino sceglie di accompagnare i disegni destinati agli amici con la dicitura “ Corneille”. Gli pare pretenzioso firmare per intero le sue creazioni. Enrico Baj nasce a Milano , da genitori ingegneri, il 31 ottobre del 1924 Fin da bambino sottoscrive le sue prove artistiche con “ Baj” , in modo rapido , quasi una sigla o un gioioso saluto. Corneille segue un corso di disegno e di incisione alle Belle Arti di Amsterdam ,  ma cerca autonomamente la via espressionista di una pittura libera  e selvaggia, figlia della terra di Van Gogh, di Ensor , di Munch come succederà  a tutti i colleghi olandesi , belgi e danesi che si riconosceranno sotto la sigla Cobra. Baj invece studia legge e frequenta l’Accademia di Brera  a Milano. Pittoricamente è attratto da Matisse in un periodo in cui i più inseguono Cèzanne .

1948 – Corneille crea il Gruppo Sperimentale Olandese ad Amsterdam con Appel , Brands, Constant , Rosskens e Wolvenkamp ed è con fondatore del Gruppo Cobra con Jorn , Appel, Constant , Dotremont. L’anno seguente allo Stenelijk Museum di Amsterdam si tiene una mostra di questo gruppo. 1951 – Baj fonda a Milano con Sergio Dangelo il Movimento Nucleare a cui aderiranno per qualche tempo Joe Colombo , Gianni Dova , Gianni Bertini, Piero Manzoni , Guido Biasi , Yves Klein e Lucio del Pezzo. Nel febbraio del 1952 la Galerie Apollo di Bruxelles presenta per la prima volta sotto tale sigla i lavori di Baj e Dangelo. Nell’occasione viene reso pubblico il “ Manifeste e la Peinture Nuclèaire” . In questo frangente Baj ha notizie del Gruppo Cobra . Le trasparenti affinità nel gesto e nello spirito sperimentale inducono Baj a cercare un contatto con Jorn , Corneille, Appel e Alechinsky.

 

Estate 1954 Baj e Corneille si conoscono personalmente ad Albisola nell’ambito degli incontri internazionali della ceramica organizzati da Jorn che fanno convergere nella località ligure Appel , Matta , Fontana, Dangelo e Scanavino. Il punto di riferimento è costituito dal laboratorio di Tullio Mazzotti che aveva fornito un decisivo impulso alla ricerca artistica ospitando negli anni Venti alcuni alfieri del Secondo Futurismo quali Depero , Munari, Fillia ed altri. Soffermiamoci sulle assonanze tra i due personaggi. L’artista milanese denuncia le terribili conseguenze di un conflitto nucleare quanto mai temuto e incombente in quegli anni facendo germogliare dall’argilla forme umanoidi corrose e stravolte , oppure agitando su piastre e su piatti il fungo spiraliforme della “ bomba” .

Dal canto suo Corneille , esaurita la sequenza degli animali e dei bambini urlanti ,segnati per sempre dagli orrori della guerra appena conclusa , si arma della pazienza dello scienziato , del geologo e dl naturalista , nel percorrere gli altipiani dell’Hoggar e per riferire sulla terracotta la trama metamorfica di un mondo minerale o la traccia arcaica di una testa , di un totem , di un richiamo tribale. Da sempre Corneille si specchia nello sguardo delle nostre origini. Già ai tempi di Cobra ( e ancor prima) indugiava su legni trattati alla guisa di “ objets trouvès” e dipinti secondo motivi recuperati dall’arte africana e oceanica. Baj arriverà in tempi più recenti a sottolineare certi comportamenti dei giovani d’oggi che mettono a confronto e a contrasto il mondo ipertecnologico con un rigurgito di tribalismo. Nel 1955 la prima mostra insieme presso la galleria Schettini di Milano dove il n. 1 della rivista “ Il Gesto” fondata da Enrico Baj fungera da catalogo.

 

1954-55 – L’esperienza albisolese fa nascere tra i due un’amicizia che si è  mantenuta epistolarmente viva. Nel 1955 la prima mostra insieme presso la galleria Schettini di Milano dove il n. 1 della rivista “ Il Gesto” fondata da Enrico Baj fungerà  da catalogo. Nel 1958 si erano intensificate le collaborazioni per creare dipinti a quattro o più mani. Per i Cobra era una consuetudine che risaliva ai tempi della fondazione del Gruppo. In proposito esiste una pubblicazione dove vengono riferiti  gli incontri  pittori fra i vari Appel , Alechinsky , Vandercam. Il periodo albisolese corroborato dalle “ feste del pesce” e da altre circostanze conviviali , ha fornito l’opportunità di esibizioni collettive , a cui ha partecipato anche Baj. . Ma per quest’ultimo è da considerarsi il 1958 l’anno di maggior produzione di dipinti in società : Manzoni , Fontana e Jorn sono passati  nel suo studio di via Bertini e hanno lasciato una comune traccia . Lo stesso è capitato a Corneille  durante una delle sue puntate milanesi……………………….

 

2000 - Siccome Corneille possiede una torre in quel di Macerata dove si rifugia l’estate a lavorare e siccome Baj ha una bella casa nel verde vicino al Lago Maggiore e siccome il momento propizio per entrambi era l’autunno e siccome  si era in quel fatidico 2000 che pareva un muro di separazione epocale , l’evento poteva accadere ed è accaduto. È’ accaduto nell’atelier di Enrico Baj da domenica 1 ottobre  a mercoledì 4 ottobre secondo un ritmo creativo  che vissuto momenti travolgenti  : 16 opere  con doppia firma Baj – Corneille.

 

 La mostra prosegue fino al 31 ottobre 2005.

 

 

 

Rosa Maria FALCIOLA

MISTERIOSI SCUDI

 

     6 – 18  AGOSTO  2005   

inaugurazione sabato 6 agosto alle ore 18.00 presente l'artista

 

 

La mostra di Rosa Maria Falciola ,  dal 6 al 18 agosto, si articolerà in un’esposizione di  una decina di “scudi”, grandi e di forte emozione  negli spazi della Galleria Excalibur ,  altri di  dimensioni più contenute, ma non meno intensi,  visibili presso la Sala comunale Pertini, sul lungolago di Lesa. L’inaugurazione è prevista per il giorno 6 agosto, alle ore 11 presso la Sala Comunale Pertini e alle ore 18 presso la Galleria Excalibur.

 

Rosa Maria Falciola va sempre più a fondo, e nello stesso tempo elabora con sempre maggiore ricchezza, il suo doppio

affascinante discorso di sperimentazione delle potenzialità estetiche di materiali naturali e artificiali del tutto “altri” o addirittura

“bruti” rispetto alla tradizione pittorica, e di indagini al di fuori del tempo storico sull’immaginario mitico e sui segni-scritture  simboliche dell’arcaico e del primitivo. Una forma e oggetto particolarmente significativo delle antiche società guerriere organizzate in forme

tribali o, con forme più evolute, in strutture feudali, lo scudo nell’originaria forma circolare, è nello stesso tempo la protezione

primaria del corpo del guerriero nel duello diretto, la forma più “nobile” del combattimento, e il portatore in forma emblematica dell’insegna personale nel contesto famigliare o tribale del guerriero.

Ne è simbolo tipico nell’Iliade, sia esso nel testo originario o più probabilmente nell’interpolazione successiva, la lunga descrizione-catalogo dello scudo di Achille. Appeso nella casa del vincitore, è memoria da tramandare alle generazioni successive e in questo senso è all’origine dello stemma.

Ma nelle culture arcaiche e mitiche, lo scudo può assumere un altro aspetto, come nel caso dello scudo in cui si specchia la Gorgone o di quelli celtici con i segni delle “rune”: portatori di segni magici, criptici, esoterici.

 

Gli scudi, i piccoli e i grandi, perfetti cerchi misteriosi di Rosa Maria Falciola,

mi evocano soprattutto questo secondoaspetto, con le loro inafferrabili policrome

profondità nella densità carnosa della cera, talora abitate da sciami di segni-gesti

che ricordano l’ultimo Klee, mentre antiche feudalità guerriere mi vengono

evocate dagli scudi da Samurai di catrami, su cui lo stagno argenteo traccia magici

ideogrammi.

Marco Rosci (Meina, 2003)

 

MAGIA DEL CERCHIO

 

Ad ogni nuovo appuntamento con l'arte di Rosa Maria Falciola rimango ammirato dalla sua coerenza e nello stesso

tempo dalla capacità di costante arricchimento di tappa in tappa .di processo in processo (di tecnica, di materia),

così da evocare lungo il percorso l'immagine e la sensazione, ottica anziché sonora, delle melodia infinita su un tema

unico di forma-colore-materia. Il tema è quello della costante rielaborazione alchemica delle superfici bi e tridimensionali

fino a conferire ad esse una concretezza, una realtà, una presenza "altra", il termine elaborato da Michel Tapié per

significare la rivoluzione magica e aliena dell'arte informale. I termini di magìa e di metamorfosi della materia sono in

effetti quelli che meglio esprimono il mondo estetico e la poetica della Falciola,a partire dagli originari accenti

segnici e fiabeschi alla Klee del suo mondo equoreo, per arrivare alla essenzialità materica dei cerchi.

Era già questa l'intitolazione, nudamente e astrattamente geometrica, scelta dall'artista nel 2003 per le opere

presentate a Meina, che io definivo scudi nel testo di presentazione, riscontrando in esse la presenza,accanto

all'elaborazione alchemica delle materie, di segni evocanti l'immaginario mitico del mondo classico arcaico o quello

magico ed esoterico indagato dall'antropologia culturale.

Quest'aura è scomparsa nei nuovi cerchi, campo e spazio nudo e puro per il pieno dispiegarsi del canto pittoplastico

di una materia nello stesso tempo "brutale" nel suo impasto naturale-artificiale e cromaticamente sontuosa e barbarica.

 

Marco Rosci (Lesa, 2005)

 

NOTE BIOGRAFICHE

 

Rosa Maria Falciola  nasce nel 1949 , vive e lavora a Belgirate, sulla sponda piemontese del lago Maggiore.

Da sempre predilige un rapporto concreto con la materia, a partire dalla sua prima esperienza con l’argilla.

Dal 1971 ad oggi, ha esposto molte volte in mostre personali o collettive, tra cui: a Torino (Palazzo della Regione p.1991, Sala Antichi Chiostri c.1991, Piemonte artistico c.1991, Promotrice delle Belle Arti c.1994), Verbania (Studio Lanza c.1986, Palazzo Viani-Visconti c.2001), Novara (Galleria Tempo sensibile p.1987, Galleria La Canonica p.1989, Galleria Cacciapiatti c.1992, Broletto c.2003), Vercelli (Palazzo Ducentesco c.1995, Galleria Studio Dieci c.1995), Taranto (Castello Aragonese c.1996), Varallo Sesia (Palazzo Scarognini d’Adda p.1991), Galliate (Castello c.1997), Milano (Libreria Garzanti p.1999), Stresa e Lesa (Galleria Excalibur p.1999 e p.2005), Orta S. Giulio (Palazzotto Comunale c.2000), Omegna (Galleria Spriano p.2000), Nebbiuno (Casa Fassi p.2002), Meina (Palazzo municipale p.2003). Una sua opera è esposta permanentemente presso l’Assessorato regionale al Turismo, a Torino. Due sue opere sono state donate nel 1995 al Comune di Lesa (NO), che le espone permanentemente in municipio; una è stata donata nel 1986 al Comune di Belgirate (VCO), esposta permanentemente nello studio del Sindaco; suoi sono gli stemmi in ceramica del 1984 sui municipi di Gignese e Belgirate (VCO). Ha partecipato alla mostra collettiva itinerante “Lo spirito del Novecento”, a cura di M. Rosci e di R. Moroni, organizzata dalla Provincia di Novara.Ha pubblicato numerosi volumi nelle Edizioni "pulcinoelefante" di A. Casiraghy, di cui quattro con testi poetici di Alda Merini. E’ presente nelle edizioni Artlife, Limited Editions, California (USA). Hanno scritto di lei L. Cabutti, N. Cobolli Gigli, E. De Paoli, A. Mistrangelo, E. Planca, M. Rosci, L. Sansone, M. Tagliafierro.

 

 

 GIANCARLO SANGREGORIO

" OPERE RECENTI E NON "

dal  9 Luglio al 10 Agosto 2005

inaugurazione sabato 9 Luglio 2005 presente l'artista

 

Con il patrocinio della Regione , della Provincia di Novara e del Comune di Lesa e dell’ufficio Jat di Lesa ,la Galleria Excalibur  presenta la mostra di Giancarlo Sangregorio con opere recenti ed inedite . Sono arazzi e sculture in feltro leggerissime in contrapposizione alle sue opere di pietra e legno che l’hanno contraddistinto nell’arco della sua attività artistica. Una scultura monumentale “ Lo Sguardo”  dal ciclo del “Mito” troneggia nel parco antistante la galleria , mentre sculture di media dimensione in pietra e legno saranno nella vetrina espositiva e altre  di piccole dimensioni  accompagnate dalle sue “ impronte  e da disegni “ nella sala sottostante. Giancarlo Sangregorio nasce a Milano nel 1925. Comincia da autodidatta a scolpire opere in pietra , affascinato dalle cave dell’Ossola, dove trascorre lunghi periodi. Terminati gli studi classici , frequenta i corsi di scultura all’Accademia  di Brera a Milano. Di quel periodo sono le sue prime importanti mostre di gruppo nelle principali città italiane .Pur avendo lo studio  a Milano e partecipando attivamente alle manifestazioni delle tendenze d’avanguardia del dopoguerra , ritorna a cercare i blocchi per le sue sculture nelle cave o lungo i torrenti. Raccoglie tronchi, radici, rami secchi, ciottoli levigati dall’acqua e li analizza, li reinvesta, ne trae ispirazione. Dal 1950 al 1958 soggiorna sovente in Versilia: lavora il marmo delle Apuane e modella figure e ceramiche nelle fornaci di Viareggio, con una predilezione per i personaggi esemplari di un’umanità schietta e sobria. Intraprende lunghi viaggi all’estero , in particolare a Parigi , dove ha un  altro studio . intensifica i viaggi di informazione e contatto con gli artisti e gallerie in diverse nazioni ,segue con interesse le proposte dell’ arte informale , ma continua a elaborare gli elementi originali del proprio linguaggio .è del 1952 la sua prima personale a Milano . da allora è presente alle più significative manifestazioni d’arte internazionali. Ha esposto in Francia,ex-Jugoslavia, Israele, Belgio, Svizzera, Svezia, Stati Uniti, Messico,  Argentina e in Italia nelle maggiori città d’arte. Sue opere sono custodite in raccolte private e pubbliche italiane ed estere ;numerosi anche i monumenti in diverse città europee. Frequenta le fornaci di Cunardo e quelle di Mazzotti ad Abisola per la creazione delle sue ceramiche. significava anche la ricerca sulle impronte – costante elaborata parallelamente alla scultura – esposte alla Fondazione Mudima di Milano 1994, con pubblicazione di un libro introdotto da E. Baj e R. Sanesi; altra recente documentazione sulle impronte è contenuta  in geomantica,edito nel 2003 ,con poesie di F.Marcellini un raro scritto dell’artista del 1979”dove sta di casa la scultura”riassume alcuni punti fondamentali del suo pensiero. Giancarlo Sangregorio vive e lavora a Sesto Calende, ma indissolubilmente legato alla natura continua a frequentare la Val Vigezzo e le sue montagne.

 

 

 

Marcello CORRA'

“ Lineare  aereo complesso”.

Sculture e disegni  - 11 giugno . 6 luglio 2005

Inaugurazione sabato 11 giugno ore 18.00

 

 

Marcello Corrà espone  venti sculture e una ventina di bozzetti  relativi alle opere esposte, in una mostra personale alla Galleria Excalibur di Solcio di Lesa (NO) . Marcello Corrà espone  venti sculture e una ventina di bozzetti  relativi alle opere esposte, in una mostra personale alla Galleria Excalibur di Solcio di Lesa (NO) . In  mostra saranno presenti le opere del suo ultimo ciclo delle Connessioni , in cui l’artista dà vita a una più libera grammatica geometrica di forme in connessione , cioè in avvicinamento, una nell’altra , ma non ancora connesse del tutto.

Si tratta in genere di due o al massimo tre elementi in abbraccio o in allontanamento quali Connessione , ferro ossidato ( 2003) o Connessione , ferro ossidato e alluminio (2004) fino a Connessione aerea , ferro ossidato (2004). Più libera da questo punto di vista , ma ancora all’interno di una sequenza precisa di occasioni plastiche , la serie dei Guardiani  dove appare più insistita l’idea totemica  e più netta la concezione alla base della creazione di Corrà : difesa e offesa, distruzione e costruzione del nuovo sulla base di una rinnovata unione.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo con testo di Paolo Campiglio.

 

MARCELLO CORRA'

 

Nato ad Arona nel 1970 si forma  presso il Liceo Artistico Statale di Novara allievo, tra gli altri, di Mario Raciti: in questi anni conosce a Gattico (No), dove vive e lavora, il pittore e scultore Sergio Floriani.  Iscritto a Psicologia a Padova, frequenta l'Università per due anni. Tornato al paese, lavora nel laboratorio artigiano del padre. A partire dal 1995, la sensibilità acquisita nei confronti di materiali metallici come ferro ossidato, rame e piombo, lo spingono a creare le prime opere che alternano soggetti figurativi a forme geometriche.  A questa svolta contribuisce la conoscenza e la frequentazione di Kengiro Azuma, che arricchirà la sua esperienza nella scultura. Partecipa quindi a una serie di mostre collettive dove presenta una prima produzione di sculture figurative in acciaio e ferro ossidato intitolate Logos. Dal 2000 affronterà il tema dei Guerrieri utilizzando ferro acidato, rame e piombo. Nel 2001, invitato da Martina Corgnati al Premio Umberto Mastroianni a Torino, si confronta con una produzione geometrica nell’elaborazione del progetto per una scultura monumentale, secondo un principio che due anni più tardi troverà la sua definitiva espressione nelle Connessioni. La galleria d’arte Excalibur di Lesa nel marzo 2005 espone alcune sue opere alla fiera dell’arte contemporanea Artour-0 a Firenze.

 

 

MOSTRE PERSONALI

 

2004, Insel, Solothurn

 

 MOSTRE COLLETTIVE

 1996   Acqua terra fuoco, Gattico

 1997  Umane tracce, Borgomanero

 1998   Arteggiamenti, Borgomanero

 1999  Uscite d'emergenza,  Borgomanero

 2001  Biennale di scultura  Premio Umberto Mastroianni, Torino

 2002 Storie e leggende tra i due laghi , Borgomanero

 2002 Storie e leggende tra i due laghi , Borgomanero

 2005 Artour-0, Firenze

 

 

 

 

 

 

Daniela NENCIULESCU

 

  dal 14 Maggio all '8 Giugno 2005

 

Agglomerati e rampe sono i temi presentati da Daniela Nenciulescu nel nuovo ciclo di sculture esposto all’ Excalibur Artecontemporanea. L’artista usa serbatoi, marmitte, timoni che “preleva” dalla realtà della fabbricazione industriale in serie sui quali interviene con la roditrice. Dopo la serie dei Silenziatori della fine degli anni Novanta e ciclo dedicato allo Spirito Cortese nel 2003, Daniela Nenciulescu torna con un nuovo ciclo di opere in cui esplodono note di colore giallo e bianco, aprendo una fase inedita della sua ricerca.

 

Accanto alla serie delle piccole sculture e degli Agglomerati – sequenze ripetute in varianti differenti e estrapolate dalle lastre in acciaio – sono esposte Oasi, in cui i particolari delle curve e delle snodature restituiscono il senso dello stupore, e La traccia del libro, in cui le pagine sono tracciate dal perimetro di una striscia di acciaio. Le carte che Daniela Nenciulescu ha realizzato solo in una fase successiva agli agglomerati meritano poi particolare attenzione: la carta piegata, tagliuzzata, inserita nel foglio a volte irregolare restituisce composizioni inconsuete, ironiche e leggere.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo con testo di Rachele Ferrario.

 

 

 

 

GILLO DORFLES

 

9 Aprile - 12 Maggio 2005

 

    Inaugurazione 9 Aprile 2005 ore 18.00 presente l'artista

 

Gillo Dorfles espone venticinque opere recenti, fra tele e carte, in una mostra personale alla Galleria Excalibur di Solcio di Lesa (No). L'impegno di Dorfles nella pittura è ormai noto pubblicamente, dopo l'importante mostra  personale organizzata al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano nel 2001, a cura di Martina Corgnati, che ha avuto il merito di valorizzare e di considerare nella giusta ottica l'aspetto creativo del maestro, da molti ritenuto complementare rispetto al più noto impegno come critico del gusto.

Il pittore Dorfles  espone in questa occasione le ultime tele, dal 2001 ad oggi, poiché, nonostante gli anni e l'età avanzata, la sua attività nella pittura non conosce soste o incertezze, ma prosegue lungo una linea che dagli anni Cinquanta conduce fino ai giorni nostri con minime varianti e scarti. Scriveva Roberto Sanesi nel  1988 che nella pittura di Dorfles "non c'è un disegno previsto, anzi sembra che il segno debba restare imprevisto, essendo proprio l'imprevedibilità - la scomposizione, l'intercambiabilità - a dar ragione a quanto è stato trovato" . Nelle ultime tele di Dorfles le forme si inseguono in un campo sempre monocromo, dove  prevalgono i rosa e gli azzurri. Appare evidente come il maestro ritenga non ancora esaurita unalinfa creativa che implica una riflessione sui concetti di forma, spazio e colore. I suoi quadri, come i suoi disegni sono caratterizzati da innesti di forme in un "giuoco fra chiudersi e schiudersi del segno, fatto con ironia ed eleganza" che, come ha sostenuto Patrizia Serra nel 1989, "evidenza il ricorrere alla grafia" facendo ricorso alle " qualità allusive e mentali dell'immaginazione". Continua la Serra "La capacità di guardare, che è il tratto caratteristico della personalità critica di Gillo Dorfles, nasce da un accorto silenzio interiore e da un acuto penetrare le strutture visive che decantano un clima culturale".  

Gillo Dorfles (Trieste, 1910) si dedica alla pittura dai primi anni Trenta, in un primo tempo coltivando in privato quella passione, edal 1948, con la fondazione del M.A.C , esponendo pubblicamente in alcune collettive a livello internazionale con i compagni Munari, Monnet e Soldati, ad esempio  nella celebre rassegna del 1951 alla Galleria Bompiani di Milano, nell'esposizione itinerante in Cile e Argentina nel 1952, e nella grande mostra Esperimenti di sintesi delle arti che si svolse nel 1955 alla Galleria del Fiore di Milano. Fra le personali degli anni Cinquanta si ricordano  Pitture di Gillo Dorfles, Libreria Salto, Milano, 25 novembre -8 dicembre 1950, l'importante mostra Gillo Dorfles, Libreria Wittenborn, New York, dicembre 1955, e Gillo Dorfles espone monotipi e bitipi, Saletta d'Arte, Libreria San Babila, Milano, 11 marzo 1957, dove l'artista proponeva la produzione ultima  dei"monotipi".

Dopo anni di silenzio, in cui il pittore rinunciò all'attività espositiva, ma perseguì ugualmente la ricerca pittorica, Dorfles decide di tornare a esporre. Dagli anni Ottanta, in corrispondenza di un rinnovato interesse della critica nei confronti della sua attività pittorica, da parte di Luciano Caramel, Enrico Crispolti, Emilio Tadini (di cui si ricorda il volume  Gillo Dorfles. Materiali minimi 1938-1985, Edizioni Taide Salerno, 1986) e dopo una mostra personale allo Studio Marconi di Milano nel 1986,  Dorfles espone regolarmente in numerose occasioni pubbliche e private. Tra le principali mostre si cita, a cura di Luciano Caramel  Gillo Dorfles. Metamorfosi, Torre del Lebbroso, Aosta, 23 aprile-3 luglio 1988; Gillo Dorfles. Monotipi, a cura di Patrizia Serra, Galleria Spaziotemporaneo, Milano, febbraio 1989; Gillo Dorfles pittore, a cura di A. Boatto, Galleria Editalia, Roma, 31 gennaio - 3 marzo 1990; Gillo Dorfles,Dipinti recenti, Galleria Circolo Artistico, Bologna, novembre-dicembre 1991; Gillo Dorfles, a cura di M. Bandini, Galleria Orti Sauli Genova, 21 ottobre -26 novembre 1994; Gillo Dorfles, a cura di M. Meneguzzo, Galleria Arcadia Nuova, Milano, aprile-maggio 1996; A cura dell' Asssociazione Ibis, Dorfles, M.M.M.A.C.  (Museo d'ArteContemporanea Materiali Minimi Marcello Rumma), Paestum, 9 ottobre- 10 novembre 1996; Il pittore clandestino, a cura di M. Corgnati, Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano, 1 marzo-22 aprile 2001.

 

In catalogo testo di Paolo Campiglio

 

 

 

MARIO SCHIFANO " Fotografo Sconosciuto " 

 

dal 22 Marzo all'8 Aprile 2005

 

Sono presenti  venti opere  in una mostra personale alla Galleria Excalibur di Solcio di Lesa (No) eseguite  tra il ’90 e il ’97. In questa rassegna si è cercato di offrire un panorama  dei diversi attimi vissuti da Schifano , un excursus, un viaggio, attraverso quella che è stato per l’artista una mania: la sua pittura associata ai fotogrammi “rubati” al video e immortalati in una fotografia. Questi lavori costituiscono ulteriore prova che l’artista romano, rifiuta ancora una volta di assoggettarsi a un codice uniforme mentre fa pittura su fotografia. ” La televisione, lo dico subito è la mia musa ausiliaria”, queste le parole di Schifano, mentre creava un cortocircuito tra visione, sentimento e pittura. Il rapporto fra pittura e fotografia è stato senz’altro uno dei temi privilegiati della cultura Pop, così come la suggestione  concettuale del  frame televisivo nella varietà di implicazioni che essa ha comportato nella nozione stessa di immagine. Di tutto ciò Schifano è stato un pioniere. Ne sono fedele testimonianza queste opere di una cospicua collezione privata, in cui l’immagine televisiva e fotografica diventano il pretesto per un per un ‘ulteriore  azione pittorica di appropriazione e comprensione del mondo. Questa esposizione permette di mettere in luce un aspetto meno noto dell’arte di Schifano, aggiungendo un elemento prezioso di ulteriore lettura nella sua  produzione e nell’esplorazione dell’arte contemporanea.

 

 

 

BojCascellaCeccobelliEsposito

 

4 dicembre 2004 - 13 Febbraio 2005

 

Ceramica tra tradizione e sperimentazione. Quattro artisti contemporanei a confronto con la lavorazione della “Ceramica”, che ancora oggi offre nuovi spunti e forme parallele alla pittura e alla scultura. Valter Boj, Tommaso Cascella, Bruno Ceccobelli e Enzo Esposito provengono da esperienze artistiche diverse, ma nella lavorazione della ceramica hanno trovato un punto di incontro sul quale confrontarsi e dal quale partire verso un’avventura che si è rilevata densa di suggerimenti verso ricerche inconsuete.

Come per Picasso, Fontana, Mirò, anche per gli artisti invitati alla Excalibur Arte Contemporanea la ceramica è un momento importante per inventare e sperimentare opere inedite, lontano dalla semplice definizione della ceramica come arte applicata.

Così per lo scultore Tommaso Cascella la lavorazione della terra refrattaria offre maggiore libertà come avviene nelle sue ultime opere realizzate con smalti e ossidi neri, mentre esplode il colore negli smalti delle piccole sculture-ceramica di Enzo Esposito.  Bruno Ceccobelli, lo scultore e pittore della simmetria e della citazione dall’antico, espone invece la serie Tracce di Albisola, simbolo della memoria, ma anche sguardo disincantato sulla tradizione. Valter Boj con le sue sfere manipolate e assemblate e l’invenzione di cristalli e smalti tiene viva la tradizione di Albisola; a lui si devono i Laboratori Arte e Ceramica che hanno tramandato la grande tradizione della cittadina ligure. Fin dagli anni Trenta vi lavorano Fontana e Sassu, ma è negli anni Cinquanta e Sessanta con il laboratorio di Tullio Mazzotti e con le ceramiche San Giorgio di Poggi e Salino, che Albisola diventa luogo di incontro di esperienze internazionali, anche grazie a tutti gli altri laboratori, con Jorn, Matta, Corneille, Lam e gli italiani: Baj, Crippa, Dangelo, Dova, Fabbri, lo stesso Fontana, Scanavino, Capogrossi.

La mostra, patrocinata dalla Regione Piemonte, dalla Regione Liguria  dal Comune e dallo Iat di Lesa, dai Comuni di Albisola Superiore e Albisola Marina , dalla Provincia di Novara e sponsorizzata dall’Enel, Banca Antonveneta, dall’INPDAP e dall’Ai.C.C.  è accompagnata da un catalogo con testo critico di Rachele Ferrario e con presentazione del dott.Collina Presidente della A.i.C.C.  , in seguito sarà trasferita ai Musei della Ceramica delle città di  Albisola.

Le opere in ceramica create presso lo studio Boj , appositamente per questa mostra itinerante che toccherà vari musei nazionali ed internazionali ,  saranno  anche di grandi dimensioni, accompagnate da studi e disegni preparatori. La manifestazione sarà documentata da un video e da un  reportage fotografico  che riprenderanno  gli artisti nelle varie fasi di lavorazione ed esecuzione dei  pezzi  artistici presenti nella mostra.  Un tornio sarà collocato  in galleria a scopo didattico per le scuole .

Alla Excalibur Arte Contemporanea saranno esposte anche alcune ceramiche realizzate da Arroyo, Bill, Bonalumi, Burri, Capogrossi, Corneille, Corpora, Crippa, de Chirico, Fontana, Jorn, Lindstrom, Maccari ,  Maraniello, Matta, Nolan,  Santomaso , Uncini e Vandercam.

 

Biografie

 

ENZO ESPOSITO nato a Benevento nel 1946 vive  e  lavora a Milano . Studia all’Accademia di Belle  Arti di Napoli  .Nel 1970 espone a Caserta : i suoi lavori risentono del clima “concettuale” del momento. Nel 1973 inizia  a lavorare con il mezzo fotografico. Nel 1975 espone per la prima volta a Milano. Esponente del gruppo dei Nuovi Nuovi fondato da Renato, Barilli espone a Palazzo Reale a Milano . Le sue tele astratte , sorrette da una geometria nascosta, hanno accese luminosità coloristiche : blu vibranti ,arancio fluò e rossi pieni , scandite da segni netti , aggressivi che creano una forte emozione visiva. Nome di punta nel panorama artistico degli anni ’80, Esposito ha partecipato a tutte le rassegne di quegli anni che puntualizzavano il passaggio dal “concettuale” alla “pittura” come Baroques ’81 , organizzata da Catherine Millet al Museo d’Arte Moderna di Parigi. Nel 1984 espone da Giorgio Marconi con tele di grande formato ed inizia un lungo periodo di stimolante collaborazione. Negli anni successivi espone  ad Anversa , Londra ,Liegi, Basilea. Le sue opere entrano in alcuni Musei italiani

Nel 1992 realizza una scultura in alluminio per il “Museo della Scultura di Portofino.

 Da qualche anno frequenta insieme a Tommaso Cascella , Bruno Ceccobelli, Paolo Iacchetti e Gian Piero Riverberi  la bottega di Valter Boj.”

 

TOMMASO CASCELLA è nato a Roma nel 1951, dove vive e lavora. La pittura e la scultura sono, per lui, naturali linguaggi frutto di importanti eredità familiari. Figlio di Pietro alla cui scuola è maturato come artista , ha svolto poi una ricerca personale oltre i limiti della forma di cui ha esplorato le archeologie per riuscire a combinare i valori recepiti con un linguaggio letterario astratto. La sua pittura che si esprime con un uso raffinato della materia , è attenta ad una trasposizione tridimensionale dell’opera , in simbiosi con la sua scultura in bronzo. I colori sono quelli delle argille, delle terre ,dei cieli e dei muri delle chiese romane. Le sue costruzioni astratte sono cariche di significati e simboli universali che sottendono ad una narrazione dove i segni neri dei suoi alfabeti si fanno segnali e architetture dagli imprevedibili sviluppi. L’uso del torchio, che è simile a quello del bisnonno Basilio, lo aiuta nell’esercizio del segno e del colore che sono essenziali alla sua pittura. Vive  e lavora a Roma.

 

VALTER  BOJ  nasce in Sardegna il 3 giugno 1959. Inizia a lavorare nei laboratori di Ceramica di Albisola, e negli anni settanta è assistente di artisti come Fabbri, Lam, Arroyo e molti altri. La sua scelta di vita di lavoro è costante. Da trent' anni alterna la pittura alla scultura. "Arte e Ceramica" nell'esperienza dei laboratori di Albissola" di Valter Boj e il suo laboratorio, è il titolo della tesi di laurea discussa a Brera da Cristina Bonfanti, relatore Prof.Cerritelli.  Nel 1995 è stata allestita la mostra "Il ritorno di Albisola" curata da Luciano Caprile, con esposizione nella galleria Orti Sauli di Genova. La stessa mostra è stata ripresentata negli anni successivi alla Fortezza del Priamar di Savona, a Viterbo presso la Galleria Miralli e nel 1997 ad Arte Fiera Bologna. Un incontro importante è quello con Bengt Lidström con il quale vengono eseguite numerose opere in ceramica. Nel 1989, Boj apre uno studio di ceramica d'arte in Albisola dove vengono eseguite, con altri artisti, opere uniche destinate al mondo dell'arte, caratterizzato da un fervore artistico e comunitario che da molti anni non si ritrovava ad Albisola , ha visto aggiungersi negli ultimi tempi nomi significativi di personalità emergenti nel panorama artistico nazionale ed internazionale: Giacinto Cerone,Giampiero Riverberi, Nino Longobardi e Ugo Nespolo. Lunga l’attività espositiva, all’interno della quale  ricordiamo l’esposizione di ceramiche alla Galleria Netta Vespignani, Roma, nel 1997;  nel 2001 Viadellarte - Pronao Teatro Carlo Felice, Genova, con Boj alla Galleria Ellequadro, Folon alla Galleria Guidi e Aziz+ Cucher da Joyce & Co (testo a catalogo di Maurizio Sciaccaluga). Collabora da anni con la Galleria San Carlo di Milano. Dal 2003 inizia il progetto “Arte Natura” per il WWF. Nel 2004 realizza “L’eco del mare”, monumento per la città di Albisola.

     

BRUNO CECCOBELLI

Nato a  Montecastello Vibio (PG) nel 1952 si forma nell’ambiente romano dove inizia l’attività dai primi anni settanta.é attivo nell’area di un simbolismo “ideo-iconologico”, inteso come metafora catalizzatrice delle energie potenziali contenute nell’operazione  pittorica ed evidenziato dall’approfondimento-spiazzamento di matrice concettuale prodotto dai titoli. Nelle immagini predomina una nerità intesa come visualizzazione  dell’ interiore e quindi il pieno , come metafora notturna , dello sconosciuto e del mentale. Compie gli studi frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, città dove tiene la sua prima mostra personale alla galleria Spazio Alternativo.Nel 1977 espone per due volte allo spazio autogestito dagli artisti La Stanza di Roma.La sua ricerca, inizialmente di tipo concettuale, giunge ad un’astrazione pittorica che, attraverso il recupero del "ready – made" e una manipolazione dei mezzi tradizionali dell’arte, approda ad un vero simbolismo spirituale.Dopo la prima collettiva in Austria, nel 1980 partecipa alla Biennale de Jeunes di Parigi.In questi anni espone alla Galleria Ugo Ferranti di Roma (1981) e successivamente da Yvon Lambert a Parigi (1981) e da Salvatore Ala a New York (1983).Espone alla Galleria Sperone di Roma nel 1984, anno in cui è presente alla Biennale di Venezia nella sezione "Aperto". Nel 1986 torna ad esporre alla Biennale di Venezia nella sezione "Arte e Alchimia".Del 1988 è una triplice esposizione a New York presso la Jack Shainman Gallery, a Roma presso il Centro di Cultura Ausoni e a Madrid, presso la galleria Mar Estrada. Sempre nel 1988, al Caffè Florian di Venezia, presenta 777 opere di piccole dimensioni formanti un’unica installazione.Nel 1989 espone a Parigi (Yvon Lambert), Londra (galleria Mayor Rowan) e a Barcellona (da Thomas Carstens).Gli inizi degli anni novanta vedono il suo approdo al mercato tedesco: espone alla Hilger Galerie di Francoforte (1990), alla Hilger Galerie di Vienna (1993), alla Galerie Tribold di Basilea (1991) e alla Galerie Holtmann di Colonia.Vengono allestite ampie personali nel 1993 al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal e alla Galleria d’arte Moderna di Rimini.Dopo aver presentato le sue opere all’Istituto di Cultura Italiana a Malta e alla Galleria BMB di Amsterdam, nel 1995 ha una personale alla galleria Kouros di New York, mentre nel 1996 è alla Quadriennale di Roma.Dal 1998 è rappresentato in Canada presso due gallerie: alla Galleria Han di Montreal e alla Art - Core Gallery di Toronto.Nel Marzo 2000 ha una grande personale al Museo d’Arte Contemporanea di Riccione.Nel 2001 torna in Germania, a Colonia dove è ospite della Galleria Binz & Krämer; in seguito è in Austria presso la Contemporary Art Gallery a Villach.Celebra i suoi venti anni di esposizioni in Olanda nel 2002 con una mostra nella Galleria B.M.B. con la quale lavora in esclusiva.Nel 2003 esce il volume "Color Bellezza", selezione dei suoi scritti curata da Nicola Micieli; inoltre presenta la personale "Classico Eclettico", presso il Museo Archeologico di Villa Adriana a Tivoli.

 

 

 

 

 

 

Davide Avogadro " IOCHIUNQUENESSUNO "

 

 

16 OTTOBRE - 22 NOVEMBRE 2004

 

 

DAVIDE AVOGADRO:  IOCHIUNQUENESSUNO

Una giovinezza senza nomi in bilico aspetta un inizio e una fine

 

   Con il Patrocinio della Provincia di Novara e del Comune di Lesa Assessorato alla Cultura, la Galleria d’Arte contemporanea EXCALIBUR inaugura la mostra IOCHIUNQUENESSUNO di Davide Avogadro,sabato 16 Ottobre  2004 alle ore 18.00 con la presenza dell’artista . In galleria saranno presenti una trentina di opere di Avogadro. La mostra  intitolata  sulla scia di una delle frasi più famose del poeta francese Rimbaud “ L’Io è un altro” ,scritta in gioventù in una lettera indirizzata ad un amico , “Io chiunque nessuno” , continua la serie dei  monocromi duri ed inquieti ,  iniziata da Davide Avogadro  nel 1997. Se l’autore  delle “Illuminazioni” e di “Una stagione all’inferno” sottolineava  così l’alterità dell’uomo da se stesso , l’impossibilità di comprendersi davvero e completamente, anche i lavori dell’artista puntano l’obiettivo su ciò che carattere e sguardi potrebbero nascondere. E vogliono rivelare , almeno in parte,quella persona diversa e sconosciuta nascosta nel profondo di ciascuno. Come in vecchie foto ingiallite e consumate dal tempo , nei quadri recenti dell’artista , i colori hanno lasciato il posto a patine gialle, seppiate, velate dai toni dell’azzurro e del bruno. Le figure sembrano apparizioni , visto che con il colore se ne sono andati anche i fondi e i corpi fluttuano nel vuoto, abitano territori  onirici piuttosto che paesaggi reali ….”per me sono l’essenza dell’uomo , il nocciolo, quello che conta sotto le sembianza.” svela l’artista. Davide Avogadro è nato a Vigevano nel 1968 dove vive e  lavora. Ha conseguito  il Diploma al Liceo Artistico di Novara e all’Accademia di Belle  Arti di Urbino . Dal 1995 insegna tecniche pittoriche e calcografia presso l’Istituto di Arti e Mestieri Roncalli a Vigevano.E’ stato uno dei protagonisti dell’ultimo Premio Cairo Comunication 2003 al Palazzo Della Permanente di Milano, tanto che da lì ha preso le mosse l’attuale successo di pubblico e di critica. Con altri giovani pittori  esponenti della nuova figurazione italiana , da Matteo Bergamasco a Roberto Coda Zabetta , giusto per fare qualche esempio, stanno puntando sulla ritrattistica dal taglio cupo, sulle inquietudini e sui disagi che caratterizzano i tempi contemporanei. Non un nichilismo decadente del tardo Ottocento, ma un millenarismo riletto e rivisto alla luce delle tante sventatezze dell’ultimo decennio. La rivista Arte Mondadori  gli ha dedicato un ampio servizio sullo scorso  numero di aprile “ Avogadro – scrive  il critico Maurizio  Sciaccaluga - estende alla pittura, alla propria pittura la teoria di Rimbaud sul poeta veggente, che tramite lo “ sregolamento dei sensi” è capace di arrivare ad una  visione dell’ignoto coincidente con l’assoluto. Nei suoi ritratti a figura intera, solitari o di gruppo, il giovane artista scarnifica i corpi , asciuga le silhouttes  , elimina ogni cosa che non gli interessi più di tanto. Con pennellate grasse e violente, esagerate, butta giù velocemente personaggi fatti di ombre più che di luci, di cancellazioni più che di descrizioni….”  L’artista , con una tecnica a tratti iperrealista e a momenti visionaria, immediata ed impulsiva, supera le strettoie del verismo per optare  sulla riflessione metafisica . Non parla , come tantissimi oggi, dell’universo che gli sta intorno, che popola le sue strade, che dominagli spettacoli d’ogni giorno; preferisce costruirsi un territorio dove sia ancora lecito improvvisare , avere paura, temere , affrontare l’inconscio. In modo che “quell’ altro dall’io” possa essere un fratello da incontrare, conoscere , continuare a ritrarre. Un artista giovane che merita attenzione.

La mostra proseguirà fino al 22 novembre 2004.

 

 

 

 KOSTABIWORLD  DI  MARK KOSTABI

 

 

22 AGOSTO - 10 OTTOBRE 2004

 

   Con il Patrocinio della Regione Piemonte Assessorato al Turismo , della Provincia DI Novara e del Comune di Lesa Assessorato alla Cultura,la Galleria d’Arte contemporanea EXCALIBUR inaugura la mostra KostabiWorld domenica  22  agosto 2004 alle ore 18.00 con la presenza eccezionale dell’artista e   proseguirà fino al 10 ottobre 2004. In galleria saranno presenti venti opere sul tema musicale , appositamente dipinte dal maestro,in omaggio ai concerti del  Festival delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore che si svolgono ormai nella loro 43 edizione in vari luoghi suggestivi e storici del Lago. Lo stesso artista Lunedì 23 agosto inaugurerà la mostra pubblica ( su invito) organizzata dal Comune di Vogogna nel Castello Visconteo nell’ambito del concerto “Travelling the Orient Express” del Quartetto Gelato (ore 21.00 con biglietto) Mark Kostabi , Manager Metafisico ha sconvolto il mondo dell’arte creando il Kostabi World , dove  venti persone dipingono  i quadri per  lui . La sua fede è “ il sistema collettivo classico”. Il suo modello un’azienda perfettamente gestita , dove si lavora in armonia, si rispettano gli orari e si produce molto , senza dimenticare la qualità del prodotto finito. Il Kostabi World comprende un gruppo di persone, tra cui due poeti assunti unicamente per pensare ai titoli dei quadri . Il Kostabi World  ha sede in in un enorme edificio a Chelsea il nuovo quartiere neworkese degli artisti, in uno spazio di oltre duemilacinquecento metri quadri , in cui gli assistenti lavorano a suon di musica –naturalmente composta da Kostabi. Alle volte c’è anche un’orchestra che suona dal vivo, mentre da una parte all’altra dello studio passano scolaresche in visita ,professori universitari, critici, mercanti , amici artisti, giornalisti che vogliono vedere il microcosmo dell’uomo che ha saputo miracolosamente unire business ed arte. Ma alla fine  è sempre lui  a decidere, l’artista e boss, Mark Kostabi, classe 1960 , aria da eterno ragazzino cresciuto ad hamburger, fumetti e Coca Cola, che si definisce un prodotto della cultura suburbana. La sua capacità di sfruttare il sistema dei media  ha avuto inizio ai tempi del suo arrivo a New York dove  c’era bisogno di nuove idee. Presenzialismo , spregiudicatezza, gusto dell’eccesso, voglia di emergere sono queste le chiavi del successo di Kostabi, oltre ad una pittura contemporanea ma con un piede nella tradizione , che guarda a De Chirico come ad Hopper , al Rinascimento italiano come ai fumetti della Marvel. E che si distingue subito grazie alla presenza di un omino stilizzato, diretto discendente dei celebri manichini dechirichiani, che si mischia con elementi simbolici  presi dalla nostra contemporaneità quanto dalla storia dell’arte-dai telefoni cellulari alle scacchiere, dai banconi dei bar alle sale dei musei. La mancanza del volto nelle sue opere visualizza un linguaggio universale  e talvolta per sottolineare la nostra società iper-mediatica e la paura dell’individualità. Le figure  alle  volte sono semplici danzatori  che celebrano il ritmo e la bellezza della vita. E’ anche compositore e pianista da molto tempo , ma solo recentemente ha deciso di rendere pubblica questa attività come carriera complementare. La musica si armonizza molto bene con i suoi dipinti . spesso suona le sue partiture alle inaugurazioni delle rassegne d’arte. Di recente si è esibito alla Galleria Civica di arte contemporanea di Trento. La sua musica è ispirata da Stravinsky, Faurè, Ravel , Debussy e dal suono degli allarmi  delle automobili e del traffico .Vive tra Roma e New York.

 

Mark Kostabi  Notizie Biografiche

Artista e compositore, Mark Kostabi nasce a Los Angeles nel 1960 da genitori immigrati dall’Estonia. Cresciuto  a Whittier, California ,studia disegno e pittura presso la California State University di  Fullerton. Nel 1982 si trasferisce a New York e nel 1984 diviene una figura leader del movimento artistico East loset. Sviluppa un personaggio provocatorio per i media attraverso la pubblicazione di articoli propri in cui commenta l’evoluzione dell’arte contemporanea. Nel 1988 fonda il “Kostabi World”, studio, galleria d’arte ed ufficio insieme in uno stesso complesso che apertamente impiega assistenti pittori e giovani creativi. Nel 1992 il Mitsukoshi Museum ospita una mostra retrospettiva con 100 opere di Kostabi a Tokyo. Le sue opere si trovano nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art, il Guggenheim Museum, il Brooklyn Museum ed il Groninger Museum in Olanda. Recentemente l’artista ha realizzato un murale nel Palazzo dei Priori ad Arezzo in Italia e ha completato la scultura”To See Trough is not to See Into” losetionatagli dalla città di San Benedetto del Tronto. La musica di Kostabi è stata eseguita a New York, Giappone, Italia ed Estonia da varie orchestre e pianisti fra i quali Rein Rannap, Kristjan Jarvi, Maano Mani , dall’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Estonia e dallo stesso  Kostabi. Il suo primo CD “I did it Steinway” per piano solista , da lui composto ed eseguito , è uscito nel 1998 . Kostabi ha disegnato delle copertine di album (“Use Your Illusion” dei Guns ‘N’ Roses’, “Adios Amigos”dei The Ramones’) e vari altri prodotti inclusi degli Swatch Watch, tirature limitate di vasi ed accessori per computer. Un profilo di Kostabi è stato delineato su “60 Minutes”, “Eye to Eye with lose Chung”, “A Current Affair”, “Nightwatch” (con Charlie Rose), “The Oprah Winfrey Show”, “Lifestyles of the Rich and Famous”, “West 57th”, sulla CNN, MTV e vari altri programmi televisivi in tutta Europa e in Giappone. E’ apparso sulle testate lose il New York Times, People, Vogue, The Face, Palyboy, Forbes, New York Magazine, Domus, Artforum, Art in America, Art news, Flash Art e Tema Celeste. Kostabi è anche produttore di un uno show televisivo via cavo “Inside Kostabi” a Manhattan. L’artista tiene regolarmente delle conferenze in tutto il mondo ed ha pubblicato sette libri tra cui  Sadness Because the Video Rental Store Was loset, Kostabi: the early years  e Conversations with Kostabi

Kostabi e la Musica

 

    Kostabi è anche compositore e pianista da molto tempo , ma solo recentemente ha deciso di rendere pubblica questa attività come carriera complementare. La musica si armonizza molto bene con i suoi dipinti, spesso suona le sue partiture alle inaugurazioni delle rassegne d’arte. Di recente si è esibito alla Galleria Civica di arte contemporanea di Trento. La musica di Kostabi è stata eseguita a New York, Giappone, Italia ed Estonia da varie orchestre e pianisti fra i quali Rein Rannap, Kristjan Jarvi, Maano Mani , dall’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Estonia e dallo stesso  Kostabi. Il suo primo CD “I Did  it  Steinway” per piano solista , da lui composto ed eseguito , è uscito nel 1998 .

 

 

 

 

 

ALTRI ANIMALI - Emanuele Luzzati - Roberto Perini - Chiara Rapaccini - Andrea Rauch

 

3 LUGLIO - 19 AGOSTO 2004

 

Il catalogo è edito da Nuages Edizioni, Milano


Apparentemente pensata per un pubblico giovane, la mostra "Altri Animali" può suscitare un più vasto interesse, offrendo una notevole ricchezza di spunti riflessivi e  tecniche artistiche. Le suggestive immagini di questi animali del tutto particolari popolano la fantasia dei bambini, ma si pongono agli occhi degli adulti come sorprendenti stimoli visivi ed emotivi. L'esposizione raccoglie 30 opere, tra acquerelli, collages, pastelli e installazioni tridimensionali di Emanuele Luzzati, Roberto Perini, Chiara Rapaccini e Andrea Rauch, tutte dedicate al mondo animale. Le opere di Luzzati e Perini sono state realizzate espressamente per questo evento espositivo. Ciascuno degli autori rivisita a proprio modo l'argomento, cogliendo sfumature interne e suggerendo a volte più di quanto possa apparire.  E' presente anche una rappresentazione dell'Arca di Noè - vista come il luogo di salvezza da un mondo infestato da stragi e viziato dall'inquinamento - creata dall'arte di Luzzati. Quattro  gli autori in mostra, quattro  i diversi modi di vedere il mondo animale: dagli animali da avanspettacolo di Perini  ai luoghi comuni sui sentimenti degli animali di Rapaccini ,dal racconto d'una classica storia di Luzzati al fumetto vero e proprio di Rauch. Potete vedere, nel mezzo della rassegna, la grande arca di Emanuele Luzzati, con gli animali salvati dal diluvio universale. Roberto Perini, invece, diverte con le caricature di grandi animali che cercano di rapportarsi con gli oggetti del mondo degli uomini. Come non divertirsi di fronte alla grande pecora disegnata da Chiara Rapaccini per la serie: «Non si abbandonano le pecore di agosto (campagna per l’adozione delle pecore abbandonate?». I fumetti, infine, sono il soggetto delle opere di Andrea Rauch che, parlando degli animali, dice: «Per mettere in scena il teatro del mondo, questa indiavolata tragicommedia di cui noi viviamo quotidianamente la versione documentaria, più grigia, non vi sono attori migliori: proiettano e ci danzano attorno, e noi giubilanti battiamo le mani». Quattro autori per quattro  lunghe storie, raccontate per i bambini e molto divertenti anche per i grandi, nella mostra «Altri animali», aperta a Solcio di Lesa dal 3 luglio al 19 agosto 2004. Una coda di balena sulla testa di un uomo di circa 2 metri di altezza, alcune cicogne di legno dipinto, la prua dell’Arca di Noé con sagome di animali in legno e una vera cuccia di Snoopy con ciotola e caramelle sono soltanto alcuni esempi delle opere esposte.

 

EMANUELE LUZZATI Pittore, decoratore, illustratore, ceramista, realizza scene e costumi per i principali teatri italiani e stranieri. Famosi i suoi film d'animazione realizzati con Giulio Giannini e le innumerevoli illustrazioni di libri per l'infanzia, tra cui le Fiabe scelte dei fratelli Grimm nell'edizione Olivetti (1988). Nel 1975 è tra i fondatori a Genova del Teatro della Tosse. Nel 2000 è stato inaugurato uno spazio dedicato a Emanuele Luzzati al Porto Antico di Genova, nella vecchia costruzione di Porta Siberia, ristrutturata a cura dello studio di Renzo Piano.

ROBERTO PERINI   Uno dei protagonisti della satira italiana, Roberto Perini è stato tra i fondatori de "Il Male", "Il Clandestino" e "Boxer". Redattore di "Tango" e "Cuore", ha disegnato per "L'Unità", "La Repubblica", "L'Espresso", "Alter". Realizza inoltre tutte le copertine dei romanzi di Daniel Pennac per le edizioni Feltrinelli. Nel 1986 fonda con Roland Topor il movimento antifuturista Frou-frou contro la velocità della vita moderna. Si occupa anche di scenografia teatrale: tra gli altri ha lavorato con Federico Fellini (Roma) e con Carmelo Bene (Salomè)

CHIARA RAPACCINI   Scrittrice e illustratrice di libri per bambini, Chiara Rapaccini vive e lavora a Roma dove realizza anche silhouettes in legno dipinto, mobili e cornici "animate". E' inoltre autrice di cartoni animati per la RAI, per il cinema e di varie pubblicità. Collabora con il Teatro degli Accettella di cui cura l'immagine e dal 1995 insegna Illustrazione per bambini all'Istituto Europeo di Design di Roma.

ANDREA RAUCH    Graphic designer di fama internazionale, i suoi manifesti fanno parte delle collezioni del Museum of Modern Art di New York e del Musée de la Publicité del Louvre di Parigi. Nel 1993 la rivista giapponese "Idea" lo ha inserito tra i "100 World Top Graphic Designers" e l'anno successivo è comparso in Who's who in Graphic Design. Fino al 1998 ha tenuto la cattedra di Disegno industriale presso il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Siena.

 

 

 

 

 

 

 

Antonia AIMINI - " The Bearded Lady "

 

 

5 GIUGNO - 30 GIUGNO   2004

 

Con il Patrocinio della Provincia di Novara e del Comune di Lesa la Galleria d’arte Excalibur propone per la prima volta in Italia la mostra di Antonia Aimini. Nata il 12 ottobre 1967 nel nord Italia da padre italiano e madre inglese, compiuti  gli studi in Inghilterra , ha trascorso la giovinezza tra Milano e Londra , maturando una formazione culturale in parte latina e in parte anglosassone. Ha completato gli studi superiori in Svizzera , specializzandosi in Arte , Storia dell’Arte e Lingue Moderne. Tra il 1986 e il 1990 ha studiato Design e Architettura (BFA) alla Parsone School of Design di Parigi. Dopo il conseguimento della laurea  ha lavorato nel campo dell’architettura e ha partecipato a concorsi di design e di architettura. Nel 1992 ha lavorato in Giappone come assistente di Rob Scholte , artista contemporaneo olandese , cui è stata commissionata la realizzazione di un dipinto  in acrilico su un murales di 1200 mq , facente parte di un importante progetto giapponese per un nuovo parco  a tema “Hius ten Bosch” sito a Kyushu. L’Aimini ha messo inizialmente a frutto le sue competenze  in architettura con un incarico assegnatole , che consisteva nel trasportare i disegni del maestro, dalla scala ridotta alle dimensioni reali, sulla cupola  e sulle pareti dell’atrio del Palazzo Reale olandese del L’Aja, ricostruita nel parco come l’originale. Questo progetto ha rappresentato per l’artista la prima vera esperienza pittorica su larga scala e ha pertanto segnato il suo passaggio dall’architettura alla pittura. Nel 1993 tornata a Parigi si è dedicata interamente alla pittura . La sua produzione  artistica è stata esposta in Francia ed in Italia Le sue opere sono entrate in collezioni  negli Stati Uniti, in Italia e nei Paese Bassi. Nel 2001 ha lasciato Parigi per stabilirsi in Italia. Atonia Aimini si considera una pittrice socio-critica , in quanto spesso tratta ironicamente temi ritenuti provocatori e polemici . Ama osservare l’atteggiamento che la gente di culture diverse assume nei confronti degli stereotipi sessuali , ritraendo soggetti inconsueti. I suoi dipinti la mettono in luce come artista di profonda introspezione ed hanno un forte impatto visivo . Le opere , che Aimini presenta in questa mostra, sono una ventina di oli anche di grande dimensioni ispirate ai primi Festival del Mardi Gras di Parigi…….. Si tratta di quello sfoggio di costumi e maschere teatrali che si faceva portavoce del movimento Gay Pride  e rappresentava una fantastica mescolanza  di drag-queen in esibizione. Antonia Aimini ha provato sia ispirazione che repulsione nei loro confronti.  Il titolo The Bearded Lady ( La donna barbuta), evoca immagini di vecchi spettacoli con fenomeni da baraccone . L’esagerazione , tipica delle drag- queen, dei tratti della femminilità, le loro caratteristiche esageratamente marcate , vengono qui espresse in proporzione: una pettinatura assume dimensioni monumentali.  L’artificio è tutto . L’ambiguità trionfa e  come in ogni fenomeno da baraccone  che si rispetti , la parata di Antonia Aimini repelle e allo stesso tempo impone rispetto. Siamo affascinati e nello stesso tempo turbati dalla voglia di fissarli, tuttavia finiamo per essere conquistati dal loro umorismo e dalla bravura di fare spettacolo, sono belli e nello stesso tempo grotteschi.  Antonia Aimini ci mostra l’ipocrisia dei sessi e ci rivela l’ossessione imperante per l’immagine superficiale , per l’abbigliamento, il desiderio nascosto in tutti noi di vestirci per essere notati, oppure di ritrarci ed osservare. L’esibizionista contro il voyeur. L’Aimini presenta una parata di uomini mascherati da”super – donne” in un mondo maschile e tutto attraverso lo sguardo di una donna.   Dal catalogo”  Kate Ayrton “

 

  

 

MIRKO BASALDELLA " Mirko "

 

 

17 APRILE - 31 MAGGIO 2004

 

Excalibur Artecontemporanea nella sede  di Solcio di Lesa  il 17 aprile  p.v. alle ore 17.00, inaugura la mostra personale “MIRKO” disegni e sculture di Mirko Basaldella , sono circa 20 disegni e 15 sculture che l’artista ha realizzato negli anni 50 e 60 . Mirko Basaldella nato a Udine nel 1910 in una straordinaria famiglia  di cui si ricordano il padre pittore e decoratore con bottega a Udine, i   fratelli Dino , anch’egli scultore e Afro , pittore. In seguito alla morte del padre compie  gli studi in un collegio protestante con i fratelli . Espone per la prima volta nel ’28 nella mostra “ Scuola D’Avanguardia Friulana”. Alla vigilia della seconda guerra , Mirko è fra gli astri nascenti della scultura italiana: ha frequentato  a Milano lo studio di Arturo Martini assieme ai fratelli ed ha stretto a Roma un profondo legame di amicizia con Corrado Cagli. , di cui sposerà la sorella Serena. Durante un soggiorno a Parigi nel ’37  , viene in contatto con le espressioni più vive  della scultura internazionale, orientando la su ricerca secondo gusti e interessi nuovi. E’ in questo periodo che inizia quella che il poeta Ungaretti chiama “ L’anabasi” di Mirko , un lungo viaggio alla ricerca del significato segreto dell’arte. L’incontro con le avanguardie europee ritornerà nel suo capolavoro: le tre  cancellate che chiudono  il Mausoleo  delle Fosse Ardeatine a Roma, dove raggiunge il massimo dei suoi vertici in un’ opera di 3 metri per sei. Con questi tre , chiamiamoli pure  musicalmente ”movimenti”, Mirko ha levato altissimo, nudo e puro un canto senza patri. Sempre su scala monumentale modella  e dipinge tra il 51 e il 52 il Soffitto della sala delle Assemblee generali del Palazzo della FAO a Roma, corredato da vetrate policrome e da una balaustra in cemento mosaicato. Del 54 è la Croce per il monumento ai Caduti per la libertà a Mauthausen. E’ il periodo in cui sta lavorando a lastre di rame e ottone  ritagliate e poi sollevate , piegate  e spinte verso varie direzioni, che creano un fortissimo respiro chiaro e oscuro , una sorta di ritmo ondulato vuoto e pieno. Il secondo dopoguerra , dagli anni Cinquanta  in poi , lo vede tra i massimi esponenti dell’arte mondiale , alla continua ricerca delle figure del mito e del sacro attraverso la sperimentazione di nuove forme e di nuovi materiali. Nel ’55 riceve il Premio per la scultura alla Biennale di San Paolo del Brasile, nel  ‘ 57 il premio di Scultura Internazionale  di Carrara , e nel 59 il premio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Ha partecipato  alla Quadriennale Romana  nel ’36 e alla Biennale di Venezia nel ’39 , nel ’36 , nel ’52- ’59-’60 –‘ 65-’66. Nominato insegnante ad Harvard ( Cambridge- Massachusets) nel ’57 , alterna con profonda passione l’insegnamento dei modi dell’arte alle giovani generazioni con l’attività di scultore, trascorrendo parte dell’anno negli Stati Uniti e parte in Italia. Muore prematuramente a Cambridge nel 1969. Il  lavoro di Mirko è un ininterrotto viaggio alla ricerca dell’esperienza della materia , lavoro alla cui base sta il disegno . Sul disegno di Mirko molto è stato scritto da artisti , critici e letterati. Vale la pena di riportare  quello che scrive a tal proposito Cesare Brandi: “ Ma non mi scorderò di averlo visto lavorare : la velocità del segno,quando disegnava a rovescio , come uno stiletto, e il segno sembrava sfiggere sulla carta , come un ferro rovito nell’acqua”.. Sempre Brandi poco prima aveva annotato che Mirko”allora disegnava al rovescio , su di un foglio di carta carbone. Non era un motivo snobistico , come non era snobistico , per Leonardo scrivere da destra a sinistra: ma con quella sorta di scultura speculare , Mirko era potuto giungere oltre Arturo Martini.  Egli dà alla mano la prosecuzione del cervello , e , solo se le mani “sanno fare”, in un’arte legata al mestiere , è possibile maturare. L a novità del modo di lavorare di Mirko è che sembra trattare la materia dall’interno , e non dall’esterno. E’ lo stesso processo degli scultori greci  che nessun altro scultore moderno impiega al di fuori di lui. La mostra allestita  alla Galleria d’Arte Excalibur è un importante appuntamento per poter ammirare  una tale inedita e rara raccolta di opere di Mirko Basaldella provenienti dalla raccolta privata  della nipote Catina Basaldella. La mostra prosegue fino al 31 maggio 2004.

 

Ragionamento su Mirko - Flaminio Gualdoni

 

Scrive Pablo Picasso che “i feticci sanno che le cose non sono come crede la gente... I feticci sono armi...”. E la scultura di Mirko Basaldella è qui a dirci come, per il secolo tutto delle avanguardie, una via non secondaria abbia perseguito con tenacia talora anche inattuale la via opposta all’oltranza del nuovo, dell’originale, preferendo riportarsi alle radici dell’esprimere, ai fondamenti atavici del formare, alla ricerca del momento in cui la forma plastica si fa individuum non per convenzione retorica o culturale ma per incoercibile e radiante energia vitale. Non si è trattato beninteso, per lui, solo di aggirare le secche stilistiche d’un classicismo ormai inanimato guardando alla lezione del primitivismo, così come è stato d’una intera generazione intorno ad Arturo Martini. E neppure di ricostituire in alternativa un apparato di modalità autres, per citazione e discorso indiretto, per virgolettato intellettuale. Egli ha fatto di più. Ha guardato, come scriveva già nel 1939 Libero De Libero, “in quella parte remota della memoria, ove taluno è antenato a se stesso”, e vi ha ritrovato le ragioni prime del plasticare e dello scolpire, dell’essere artefice. Per declinarne i flussi nell’oggi, in una dimensione di storicità mai derogata, ma allo stesso tempo con la sapienza e la tensione primigenia ritrovate alla fine del viaggio entro i modi, entro le tecniche, entro le forme, sino al grumo iniziale in cui l’opera prende a generarsi per necessità. “Io sono l’argilla”, si legge nel Libro. Ed è da questa consapevolezza, di un creare demiurgico non per dominio ma per amore, che nascono tra guerra e dopoguerra le stagioni ultime di Mirko. Il suo plasticare legato, scrive egli stesso, “a motivi più profondi e remoti, mossi da impulsi dell’essere primordiale inconscio”, passa attraverso il recupero di schemi iconografici come la maschera, il feticcio, l’idolo, su su sino a ritrovare la ragione ancestrale del totem. E’ scultura metamorfica, ora, che trasfigura il saputo iconografico facendolo collidere con la memoria dei mille primitivismi, l’arte mesoamericana come l’africana come la medievale, e prendendo il passo di una mutazione ulteriore, che nel processo stesso di formazione s’intride di umori simbolici, di suggestioni magiche, di echi allegorici. E’, per dire con un testo memorabile di Roberto Melli, “un plastico che nasce dal misterioso e non dalle apparenze, non dalle convenzioni, non dall’astrattismo, dal poetismo generico più o meno romantico, dall’estetismo, dal culturalismo. Nasce dalla terra. Traslazione della spettrale sostanza umana nella spettrale sostanza della materia. Sentimento concreto, idea concreta, forma concreta”  A tutto Mirko ricorre, senza prevenzioni di poetica. Ausculta la formatività propria della materia sino a spingerla alla lacerazione; plastica e insieme combina per apposizione sino a forzare una sintassi probabile di forma; colora ove occorra, ma allo stesso tempo accogliendo ed eccitando il colore identitario della materia. Costruisce, soprattutto; ma come in una sorta di impreventiva sapiente cecità, non stabilendo un percorso e un destino oggettivo, bensì usando ogni elemento come signum di se stesso e d’altro, per concrezione che, sulla scorta di Leroi-Gourhan, verrebbe da dire pensiero prealfabetico, radiante come le forme naturali delle quali è summa più che specchio. E’ scultura tutta calata nell’oggi, tuttavia, ben lontana dagli ortopedismi e dai bamboleggiamenti arcaizzanti che valgono rifiuto, almeno sottrazione, dalla condizione attuale. Non guarda al passato, Mirko: e opere come quelle per il Mausoleo delle Ardeatine e per Mathausen sono lì a testimoniarlo in modo inequivocabile. E’ mitopoietica perché è, primariamente, etica, capacità e scelta di assumere su se stessi, nell’intimo senza difese e clausole del proprio avvertimento esistenziale, il sapersi nella storia; e a un tempo capacità e scelta di corrispondervi con il gesto fondativo della scultura, del segno sorgivo che penetra e stabilisce e da qui irradia senso pulsante, come il primitivo faceva quando alfabeto e segno erano una cosa sola, nel logos originario.Un’ulteriore considerazione, ispirano allo sguardo retrospettivo dell’oggi queste opere. Essa riguarda la loro capacità di mantenere entro di sé le frequenze del sacro, dello ieratico, pur in una condizione di perfetta antimonumentalità. E’ perché esse non si pongono il problema del monumento, ma quello del senso. E’ perché, appunto, i feticci sono armi.

 

 

 

 

                                                                                   

 

TEMPOPERMETTENDO

Collettiva di Pittura e scultura

 

13 MARZO - 15 APRILE 2004

 

 

La Galleria d’arte Excalibur di Solcio di Lesa inaugura sabato 13 marzo alle ore 17.00  “Tempopermettendo” a cura di Gianmaria Garavaglia.Sono sei artisti pittori e scultori emergenti , ma già con una storia artistica alle spalle, incontrati per caso  e ….tempo permettendo ,  pronti con entusiasmo a presentare i loro percorsi , e parafrasando Pirandello , 6 artisti in cerca di una Galleria  : Paolo Borrelli, Adriana Chiari, Daniela Nenciulescu, Luca Rendina, Valdi Spagnulo , Monika Wolf.

Presentazione di Gianmaria Garavaglia

Permettetemi questo mio involontario e sentimentale ricordo, che si fonda per giunta su due qualità importanti del tempo: la rapidità accompagnata alla lentezza. Una lentezza che è precisione, tempo costruito sul risparmio del tempo; una rapidità al contrario destata dall’emozione, fondata sull’intuito e nell’incantesimo. Un incantesimo permesso ai soli adulti che son stati bambini, ancora vicini alle proprie emozioni e con lo sguardo rivolto a quella curiosità che non concede limiti, ma che porta veramente lontano: nel profondo dell’animo. Se penso a una esposizione collettiva di artisti, infatti rievoco un parco di divertimenti, di quelli che abbondavano nei villaggi soprattutto montani, ligi alla villeggiatura. I bambini, mi ricordo perché ero anch’io tra questi, mano nella mano con il genitore accompagnatore, prima di tutto si fermavano e con una rapida occhiata furtiva e fugace, sceglievano il gioco più bello (bello per loro.) Il parco così, osservandolo oggi dietro la siepe dei ricordi, era si importante nel promettere a ogni nuovo venuto una storia diversa, diversa quanto la scelta di quel primo gioco che, dilatando l’attesa del dopo, costruiva la confidenza con quel luogo sublime: dove la libertà si impara, a difenderla proprio nella libertà di poter non essere come gli altri (piccoli avventori rapaci). Investo così lo spazio concessomi per questa mia prefazione, rivolta necessariamente ai “sei personaggi in cerca d’autore”, alle “sei storie di seduzione” (dell’arte italiana del XXI secolo) che costruiscono la mostra presente e, volutamente alla persona artefice dell’incontro di questi sei racconti. Infatti, la sua emozione, il suo coraggio ancora bambino pronto a stupirsi e a difendersi, sono l’origine di questa esposizione che non tende ad avvalorare economicamente le fatiche artistiche delle opere ma, a dimostrare che ancora oggi esiste arte che non cerca nel suo cercare, che punta lontano sia nei significati che nella “durata” (ancora preziosa caratteristica), che apre spiragli di panorama. Non è questa una mostra leziosa o saccente del resto, che dimostra imponendo, ma si tratta di un piccolo e semplice parco giochi, di quelli che prima dicevo, che sotto la membrana visiva del contenuto, accorda consigli sinceri. E, nemmeno lezioso è il comportamento del gallerista artefice del progetto, il quale il coraggio lo esibisce solo con la chiara e cristallina curiosità, offerta nel piacere dell’attesa e dell’incontro.  “Tempo permettendo”, questa curiosità si rivela soprattutto istruttiva; un esempio di come ci si può ancora oggi rivolgere all’arte con tranquillità e saggezza, interrogandosi e osservando… il beneficiare nel racconto della storia che ci e si concede. Lasciatemi concludere subito dunque, rubando al poeta Sandro Penna  le parole di una sua piccolissima poesia: “Io vada verso il fiume su un cavallo/ che quando io penso un poco un poco egli si ferma”.

 

Gianmaria Garavaglia

 Paolo Borrelli nasce a Milano nel 1966. Studia al liceo artistico e alla Scuola Superiore d’arte applicata all’industria. Si laurea in filosofia con indirizzo estetico. La sua ricerca artistica inizia negli anni ’80 nella tradizione dell’astrattismo lirico e dell’uso di materiali e tecniche diverse, tra cui il gesso. Espone in mostre personali e collettive dal 1994. Nel 2003 è stato invitato alla XIV Quadriennale di Roma. Vive e lavora a Milano.

 Adriana Chiari vive, lotta, crea e lavora tra Milano, Arona e il Resto del Mondo. Si laurea, dopo gli studi classici al “Parini”, in Medicina e Chirurgia e da anni si dedica esclusivamente all’Arte. Scrive di lei Paolo Savardi: " ...un’ artista che frequenta per istinto la levità del paradosso, l'ironia che nasce da concatenazioni in apparenza antitetiche, secondo personalissime regole di un gioco del quale vorremmo immediatamente essere partecipi.” Nel 2003 è stata selezionata per la rassegna Provinciarte  fra gli artisti significativi dell’ultima generazione della provincia di Novara.

 

Daniela  Nenciulescu, nasce a Bucarest (Romania) nel1952, e risiede in Italia dal 1969. Attualmente vive e lavora ad Abbiategrasso (Mi). Ha esposto in numerose esposizioni in Italia e all’estero ed è stata presente con le sue opere a diverse edizioni dI MIART, Milano.  Il suo lavoro attraverso la rigidità del materiale che utilizza, il ferro, esprime poeticita’ e forza creativa notevoli.

 

Luca Rendina svolge la sua attività artistica nell’ambito della pittura e della scultura. E’ ideatore e direttore artistico delle manifestazioni Art in Ice sculture di neve e Pietrarte - Interventi artistici di Land Art, che si svolgono ogni anno a Livigno. Nel 1997 ha curato la pubblicazione di “Sculture di neve a Livigno” e nel 2000 ha pubblicato un volume, edito dall’editore Charta di Milano, dal titolo “Pietrarte Land Art a Livigno”.Ha scritto inoltre libri per bambini sull'educazione all'immagine.

 

Valdi Spagnulo vive e lavora a Milano .La sua ricerca è imperniata sulle Architetture. Operare su strutture originariamente simmetriche e rigide paritetiche a ciò che è apparentemente “ Storia Urbana”, pone Spagnulo idealmente in modo assimetrico e sfasato rispetto al reale-concave/convesse, rette/piegate presenti/assenti.Queste architetture asimmetriche si fanno portatrici di luoghi immaginari a volte “Presenze” assolute, ma contemporaneamente “Anime” fragili.

 

Monika Wolf , si è formata alla scuola di Joseph Beuys,; Attualmente vive e lavora a Milano.
La sua ricerca attuale è rivolta alla realizzazione di assemblaggi policromi composti con materiale di scarto e di recupero. Le opere si presentano sotto forma di installazione a parete o su superficie piana. Gli ultimi lavori recuperano tematiche già trattate a livello pittorico, inserendo gli assemblaggi come parte integrante dell'opera.

 

 

                                                                            

LUCIA PESCADOR - Terre Lontane

 

29 NOVEMBRE - 11 GENNAIO 2004

 

Excalibur Artecontemporanea nella Galleria  di Solcio di Lesa  il 29 novembre p.v. alle ore 17.00, inaugura la mostra personale “Terre lontane “ di Lucia Pescador, artista che da alcuni anni sta compilando con le sue opere un interessantissimo Inventario di fine secolo. Lucia  Pescador è nata a Voghera nel 1943, si è diplomata all’Accademia di Brera alla Scuola di Decorazione  del  Prof.Usellini. E’ stata insegnante  al Liceo Artistico. Lavora prevalentemente su carta, privilegiando il disegno e l’acquarello sviluppando  il suo lavoro su temi che riguardano spesso la Natura. Sono degli anni ’70 i grandi disegni su carta da lucido , sono “ipotesi” del colore del cielo , del volo degli uccelli , del colore dello spazio . Del 1977  i “ Reliquiari”  e la mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara col titolo “ Dalla Natura alla Ragione”. Avverranno in seguito numerose altre esposizioni  con frequenza diversa . Il giardino simbolizzato da un piccolo vaso con una grande fiammata di colore , si vede coperto successivamente da una tenda; ecco i “ giardini d’inverno”  del 1984. I vasi diventano piccoli coni , con fumi d’incenso , messi come offerte protette da porte architettoniche , i “ giardini della finta porta”. Nel 1989 iniziano i lavori su supporti di carte già usate come pagine di registri contabili, pagine di libri, spartiti musicali, fatture.  Il disegno viene così sovrapposto al brusio della vita. Entra in una serie di disegni  di dimensioni estreme , da molto piccole a molto grandi , dedicati  al pittore Kazimir Malevic , che vengono esposti nel 1992 a Milano nel Refettorio delle Stelline in una mostra documentativa degli ultimi dieci anni di lavoro intitolata “ Una nave per Kazimir”. Alla fine dello stesso anno è iniziato l”Inventario di fine secolo con la mano sinistra” , un inventario che progredisce per voci, formate da copie con la mano sinistra , sempre su carte usate , di immagini della cultura del nostro secolo. Le voci raccolte  sino ad ora sono : Arte, Natura, Artefice, Hotel du Nord, Africa, Decorazione, Enigmistica…..Sono del 1996 gli allestimenti di disegni di “ Crucivia” dove le voci dell’Inventario si mischiano in un nuovo rapporto di relazione e di insieme. Il  “Crucivia “  di Terre Lontane si forma dal fascino esotico dell’oriente e della cerimonia. E’ il percorso misterioso e deduttivo che ha il mistero su di noi occidentali.: tende, kimoni e maschere rituanti da grandi vasi,  tenteranno un fascino esotico in queste trenta opere presenti nello spazio della Galleria Excalibur. Confrontarsi con l’immagine può non essere facile per un’artista abituata a lavorare sull’autonomia del segno. Ma diventa più agevole se l’artista appartiene , come Lucia Pescador, alla famiglia degli astrattisti con qualche ricordo” , il cui padre ideale è Paul Klee. Lucia Pescador è un’astratta con molti ricordi , moltissimi. E’un’artista che ( al di là delle suggestioni di quello che sembra il suo principale ispiratore, Malevic , e che lei ha interpretato in un originale chiave lirico-simbolica ) ha sempre coltivato il sentimento magico ed evocativo dei segni.Non poteva non confrontarsi , allora , con un compito sterminato ed impossibile : la narrazione dell’universo , l’inventario della realtà. Compito che ha le dimensioni della fiaba , come quando Grimm racconta della bambina che deve vuotare tutto il mare con un cucchiaio bucherellato. Fare l’inventario del mondo: e per scoprire che cosa? Per scoprire prima di tutto che non c’è niente di meno reale della realtà. E infatti si direbbe che per Lucia Pescador la realtà non derivi affatto etimologicamente da “ res” ( la cosa) , ma semmai da “ reseco “ (rivelare ,disserrare) …..o forse per assurdo da “rea” (colpevole). Perché c’è la consapevolezza di molta crudeltà , il ricordo di molti veleni nella grazia apparente di queste opere. Il loro tono fiabesco non è che la maschera posta sopra l’orrore e la tragedia dell’esistenza .                           

 

 

Elena  Pontiggia

 

 

 

 

EMANUELE LUZZATI  - Graffi Sbagli Ritagli

 

 

22 NOVEMBRE - 11 GENNAIO 2004

 

La Galleria Excalibur nella  sede di  Arona (NO) , Sabato  22 novembre  2003 alle ore 18 inaugura la mostra“ Graffi  Sbagli  Ritagli “ di  Emanuele Luzzati , in occasione sarà presentato il volume Graffi Sbagli Ritagli (Edizione Nuages)che raccoglie  tutte le acqueforti e acquatinte realizzate da Emanuele Luzzati con lo stampatore Alfredo Meconi.  La Galleria Excalibur è molto legata al lavoro di Luzzati, avendo già presentato nella sede di Stresa  la mostra “ Commedia all’italiana “ con  i disegni originali del “Decamerone” (Ed.Nuages) e avendo organizzato con il Festival delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore presso il Castello Visconteo di Vogogna “Luzzati incontra Rossini”. La mostra  raccoglie circa trenta incisioni in cui si avvicenderanno soggetti come Pulcinella, Pinocchio,Alice, Dame e Cavalieri, Re e rEgine ,coppie di innamorati,acrobati e giocolieri, elefanti Arche di Noè piene di animali, Papageno re Papagena, Tamino, Marco polo, insomma una serie di bellissimi personaggi colorati e fantastici.

 

Libro - Catalogo generale costo 35 euro

178 pagine - 260 illustrazioni  di Emanuele Luzzati

testi di Cristina Taverna e Ferruccio Giromini

 

Libro - Catalogo in edizione Speciale in 100 copie tiratura limitata costo 190 euro

Con acquaforte acquatinta

 

EMANUELE LUZZATI ( Biografia)

Emanuele Luzzati nasce a Genova nel 1921. Studia e si diploma a Losanna all' Ecole des Beaux Arts. Pittore, decoratore, illustratore, ceramista, si dedica alle scene e ai costumi teatrali e, più tardi, insieme a Giulio Gianini, alla realizzazione di film a disegni animati. Ha realizzato circa cinquecento scenografie per Prosa, Lirica e Danza nei principali teatri italiani e stranieri. Ha illustrato molti libri dedicati all'infanzia. Ha eseguito pannelli, sbalzi ed arazzi sulle navi Andrea Doria, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Ausonia e Marco Polo. Dal 1981 al 1984 una sua mostra, intitolata " Il sipario magico ", allestita dall'Università di Roma ha girato in Italia e all'estero. Ha esposto alla Biennale di Venezia del 1972, nella sezione Grafica sperimentale. Illustra nel 1988 il volume Le fiabe scelte dei fratelli Grimm nell'edizione fuori commercio della Società Olivetti. Nel marzo del 1990 si inaugurano a Reggio Emilia, Cavriago, Sant'Ilario e Montecchio quattro sezioni di una grande mostra dedicata all'opera complessiva di Luzzati. Luzzati fa parte dell'AGI ( Alliance Graphique Internationale ) e dell'Academy, avendo ottenuto due nomination all'Oscar per i suoi film d'animazione La gazza ladra e Pulcinella. Nel 1989 illustra Candido di Voltaire per le edizioni Nuages. Nel 1992 gli viene conferita dall'Università di Genova la laurea Honoris causa Nel 1993 l'Unione dei Teatri d' Europa organizza la mostra Emanuele Luzzati scenografo, che viene allestita, come prima sede, presso il Centre Georges Pompidou di Parigi. Nel novembre 1995 riceve il Premio Ubu per la migliore scenografia dell'anno conferitagli per le scene realizzate per il Pinocchio prodotto dal Teatro della Tosse di Genova. Il Teatro della Tosse è stato fondato nel 1975 dallo stesso Luzzati insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo. Nel 1996 illustra Pinocchio per le edizioni Nuages. Nel dicembre 1996 viene allestita presso il Palazzo Ducale di Genova una mostra antologica della sua opera. Per il Natale 1997 il Comune di Torino gli chiede di " addobbare" la Stazione di Porta Nuova e di creare un grande Presepio nei giardini di fronte alla stazione. L' anno successivo realizza un parco giochi per bambini ispirato al Flauto  magico di Mozart. Nel 1998 illustra, per le edizioni Nuages, Alice nel paese delle meraviglie. Nel 1999 realizza le scene del Barbiere di Siviglia per il Teatro San Carlo di Napoli. Nel dicembre 2000 viene inaugurato uno spazio dedicato a Emanuele Luzzati al Porto Antico di Genova, nella vecchia costruzione di Porta Siberia, ristrutturata a cura dello Studio di Renzo Piano. Nel 2001 illustra per Nuages una scelta di novelle del Decamerone. Nel 2002, sempre per Nuages, illustra il secondo volume di novelle del Decamerone e Animali Sapienti, favole di Giorgio Matteotti.

 

 

CASTELLO VISCONTEO DI VOGOGNA : CONCORSO” Luzzati incontra Rossini”

  Nell’ambito del Festival delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore

 

 

 

Nell’ambito della inaugurazione della  mostra  di Luzzati “ Graffi Sbagli e Ritagli” che si svolgerà nella Galleria EXCALIBUR di  Arona 14, Sabato 22 novembre alle ore 18 ,  saranno premiati i vincitori del  concorso pittorico  “Luzzati incontra Rossini” edizione 2003 .

 

 

 

VINCITORI   CONCORSO

“  LUZZATI INCONTRA ROSSINI”  ANNO  2003

  

1° PREMIO

 “ La favola del Re Lupo ”   di Davide, Emanuele, Luana, Ilaria, Nicholas, Pino classe V elementare (2002) di VOGOGNA

 

 2° PREMIO

 “ I vani desideri sono tanti ” di Mattazzi Michele di OMEGNA

 “ Pulcinella inseguito dal ladro” di Pappa Stefano e Grassi Jalim della classe 2 C Istituto Comprensivo “ Carmine di Cannobio

 

3° PREMIO

  Nel paesino vicino al bosco vive la gazza ladra” di Davide Aguiari  e Andrea Arizzoli della classe 2B Istituto Comprensivo Carmine di Cannobio

 

  

 

KEITH HARING & PAOLO BUGGIANI " Due artisti della Street Art "

 

11 OTTOBRE - 24 NOVEMBRE 2003

 

La Galleria Excalibur nella nuova sede di Solcio di Lesa (NO) , Sabato 11 ottobre inaugura  la mostra “ Buggiani e Keith Haring” ,  con la presenza dell’artista Buggiani. Perché Buggiani ed  Haring? E’ presto spiegato , così scrive Paolo Buggiani sul catalogo “Keith Haring – Subway Drawings e la New York Street Art “ ed.Mazzotta .

 

“Una mattina, nella stazione di Broadway e Lafayette, vidi due operai che strappavano dagli appositi spazi grandi croste di manifesti per sostituirli con nuova pubblicità . Avevano appena strappato un grande disegno su carta nera, facilmente ricomponibile, e quando chiesi loro se potevo averlo, insieme ad altri disegni più frammentati, me lo diedero con un’aria di stupore. Volevo preservare in qualche modo la presenza fisica di questi documenti per me così importanti e al contempo così effimeri. Da allora cominciai a fotografarli più spesso e quando era possibile cercavo di preservarne uno per ogni nuovo messaggio che Keith Haring disegnava. In seguito dopo il grande successo della sua prima mostra, molti altri cominciarono a collezionare i disegni della metropolitana , e a quel punto decisi che il mio compito di salvataggio era terminato. ….Quando in seguito conobbi Keith Haring , finalmente potei dirgli quanto mi avesse entusiasmato il suo lavoro e che ero riuscito a preservare una parte fondamentale dei suoi primi messaggi. Anche lui conosceva il mio lavoro di Street Art”I pattinatori volanti “ dedicati ad Icarus , i Minotauri di fuoco e al mio pattinatore a vela nel manifesto per la metropolitana . Keith era interessato alla mia ricerca e mi dedicò “ the flying man”, il nuovo personaggio con le ali rappresentato nei suoi quadri. Nel maggio 1986 , per il centenario della Statua della Libertà ci siamo ritrovati insieme in un programma della RAD. Keith aveva dipinto una gigantesca “ Statua della Libertà” di circa 30 metri che , lungo tutta la superficie , era stata riempita da disegni di ragazzini newyorchesi. Il mio pezzo invece, consisteva nell’attraversamento del ponte di Brooklyn che compivo in mezzo al traffico pomeridiano sui pattini , veleggiando con una grande ala di Icarus.” Paolo Buggiani Pertanto in seguito a questa amicizia nata a New York e questo sodalizio artistico tra Buggiani e Haring , eccezionalmente  viene proposta in Galleria  questa mostra  di  una trentina di opere , tra le quali le famose lavagne  di Haring,  con la presenza del maestro Buggiani . Alcune opere saranno esposte anche nella Galleria Excalibur di Arona e nello spazio espositivo di Stresa. La mostra proseguirà fino al 24 novembre 2003.

 

Cenni biografici

 

Keith Haring

 

Keith Haring  nasce il 4 maggio 1958 a Reading presso Kutztown, città della Pennsylvania dove vive con i genitori. E tre sorelle ,Kay, Karene e Kristen( Una famiglia all’insegna della lettera K). Nel 1976 consegue il Diploma alla Kutztown Higth School per poi passare  alla Ivy School of Professional Art di Pittsburgh, centro per belle arti e arti applicate che lascerà un anno dopo.Nel 1978, la direttrice del Pittsburgh Center of the Arts lo invita ad esporre alcune opere per quella che Haring considera la sua prima mostra personale. Ovviamente arriva, subito dopo, a New York, la città del grande sogno e, tra l’altro della School of Visual Arts : Haring si iscriverà a questa scuola che rimane , tutt’ora , un vero cult scolastico per diverse generazioni. Si muoverà nel finale degli anni Settanta , tra disegno, video, performance e continue frequentazioni di luoghi , artisti e situazioni in progressivo fermento. Sono gli anni della sua svolta , quelli che lo condurranno agli abusivismi notturni coi disegni a carboncino bianco su carta nera ( le lavagne metropolitane su cui è incentrata questa mostra).Siamo tra fine  del 1980 e 81-82, verso la mostra da Tony Shafrazi che drà un balzo alla carriera del giovane Haring.Da questo momento partecipa a diverse collettive internazionali , realizza personali tra Europa ed America , non mancando a rassegne come Documenta 7 a Kassel e le Biennali di San Paolo , del Whitney, di Venezia e Parigi.Interessi  visivi molteplici, capacità di agire su spazi e superfici di genere diversissimo, amicizie e conoscenze che confermano il suo atteggiamento eclettico nei confronti di un vissuto da omosessuale senza remore , sensibile ai proemi mondiali e pronto ai molti eccessi che offre la vita. Uno in particolare quello del sesso non gli verrà perdonato e, per colpa del malefico AIDS, morirà nel febbraio del 1990: non senza aver lavorato poco prima della sua scomparsa, per sensibilizzare le persone comuni sui problemi di questa malattia che ha ucciso altri grandi artisti del nostro tempo.

 

Paolo Buggiani 

 

Paolo Buggiani è nato a Castefiorentino , nei pressi di Firenze il 9 maggio 1933.  Negli anni cinquanta partecipa alle ricerched’avanguardia a Roma con Giulio Turcato, Alberto Burri, Piero Dorazio, Carla Accardi e Gastone Novelli. Nel 1962 si trasferiscea New York, dove nel 1968 riceve con Donal Judd, Anthony Smith e Philip Gaston una borsa di studio dalla Fondazione Guggenheim per la ricerca sulla scultura in America. Rientrato in Italia nel 1968 , è attivo a Roma e Milano. A questo periodo appartengono le Sculture umane sotto vuoto , i Dipinti sulla Realtà , l’Arte Indossabile e il Fuoco come Arte. Nuovamente a New York a partire dal 1979 , le sue Sculture di fuoco in movimento , le installazioni  dei Rettili meccanici e lo studio di simboli mitologici (Icaro, Minotauro) da inserire nel tessuto urbano lo fanno comparire tra i maggiori protagonisti del movimento della Street Art con Keith Haring , Richard Hambleton, Ken Hiratsuka e Linus Coraggio. Conosciuto internazionalmente per le grandi installazioni di sculture di fuoco , negli ultimi anni si colloca tra i più autonomi e spregiudicati artisti contemporanei. Attualmente alterna periodi di attività a New York a lunghi soggiorni in Italia, dove vive e lavora nel borgo medioevale di Isola Farnese a Roma.

 

 

 

Giovanni Sesia " Il ritorno della memoria "

 20 SETTEMBRE -  9 NOVEMBRE  2003

 

La Galleria Excalibur nella  sede di  Arona (NO) , Sabato  20 settembre 2003 alle ore 18 inaugura la mostra “ il ritorno della memoria” di Giovanni Sesia con la presenza dell’artista. Sono una quindicina di opere di cui volti e luoghi fermati in un clic e celati dietro muri di parole , momenti di vita vissuta ricoperti da scritte e pensieri e ricordi che l’artista ricompone a mano sulla stampa , trasferendovi le sue emozioni e regalando tutto alla libera interpretazione dello spettatore. E’ questa la prima impressione che affiora . Sesia nato a Magenta nel 1955 , dopo un apprezzabile successo ottenuto anche oltre i confini nazionali presenta questa selezione di lavori , ricreando il suo personale passato nel presente e restituendocelo decorato di poesia. Il Sesia fotografo ha infatti l’abitudine di ritoccare ad olio i suoi scatti in bianco e nero, interpretando il ruolo del pittore e applicando ai suoi soggetti e sulle ambientazioni componimenti di ogni, come un moderno James Joyce alle prese con la parabola della vita . Il filo conduttore delle sue creazioni artistiche è quello della memoria intesa come mortalità, come tempo che scorre inesorabile , come ricordo e cambiamento , come malinconia e confronto.  E' possibile che il volto si trasformi in una natura morta? Questo, certo, doveva chiedersi Giovanni Sesia maneggiando le antiche lastre, retaggio ultimo d'una storia di  esistenze. E  ripensava, insieme, a ciò che conveniamo di chiamare vita, una sorta di ambigua abitazione di spazio e tempo cieca di radice e di destino. Ne poteva scaturire della letteratura, oppure l'ancoraggio alla tradizione recente d'una iconografia che rammenta Dubuffet e Rainer e Boltanki e Serrano: come se l'antico catalogo in progress di Close e il "lasciate una traccia del vostro passaggio" di Vaccari avessero assunto il tono seppia del delirio normativo, del lombrosismo d'antan. Sesia ha tuttavia scartato entrambe le prospettive. Ha lasciato depositare ogni arbitrio memoriale e ogni ansia di politically correct e ci ha offerto, in ostensione cruda, ossosa, quelle facce: foto d'antenati altri a tutto, antenati, anche della fotografia, escrescenze nude del codice occidentale di ritratto. Proprio su quel codice, prosciugato a sua volta di retoriche, egli ha deciso di continuare a operare.Una sedia e un panneggio, anch'essi figli d'un repertorio sedimentato (penso alla plasticità reinventata d'un Manzù, all'ossessione visionaria d'un Lopez...) nel dire assenza e straniamento di luogo, dell'ubi consistam del corpo. Una sedia e un pannaggio fotografati e dipinti, fotografati e dipinti, in definitiva compressione dei codici visivi,di ricezione e  attribuzione di senso, prima che disciplinari. Una sedia e un panneggio, e talora un bucranio, simbolo tra simboli d'una vanitas assaporata in lucido laicismo. Lì, con quelle scritte velenose e imperfette, fomentate dall'ansia della cattura impossibile d'un senso: a scialbare anch'esse, ultimo oltraggio, la condizione anch'essa mortale dell'immagine. Antico, atavico è il soggetto del viaggio di Sesia; forte, nella tradizione, il solco in cui egli si muove. D'oggi è però l'attraversamento definitivo, per interrogazioni incontrattabili, dei codici, la sfiducia nella capacità dell'immagine di farsi segno stabile e schiarito. Questo, della mortalità dell'immagine - "se i quadri potessero gridare come porci scatenati! E le immagini non morissero appena nate", così Novelli - è il vero dramma: e la follia radicale: questa la mediatio mortis che Sesia ci dice.

 

 

    

 

 

Ugo Nespolo " Opere recenti "

 

  23 Agosto al 29 Settembre 2003

 

 Nella nuova sede di  Solcio di Lesa sabato 23 agostoalle ore 18.00  si inaugurerà la mostra di Ugo Nespolo,  con la presenza dell’artista. In esposizione circa 30 opere tra carte , dipinti e grafiche. Nespolo nelle sue opere pratica costruzioni oggettuali con un particolare accento ludico-iconico, nel recupero d’una manualità artigianale di grande qualità , che approda al  puzzle  ligneo e colorato e al quadro ricamato, sviluppandovi con straordinaria e provocatoria intensità e vivacità decorativa  ed ironica  immagini di ambienti moderni , scene di vita attuale , riletture di maestri moderni , scritte , oggetti o macchine  , anche in sagome. Ugo Nespolo, nato a Mosso Santa Maria (Biella), si é diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi (mostre alla galleria il Punto di Remo Pastori, a Torino, e Galleria Schwarz di Milano).  Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizza subito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, per un personale senso del divertimento che rappresenterà sempre una sorta di marchio di fabbrica. Negli anni Settanta Nespolo si appropria di un secondo mezzo di espressione, il cinema: in particolare quello sperimentale, d’artista. Gli attori sono artisti amici, da Lucio Fontana a Enrico Baj, a Michelangelo Pistoletto. Ai suoi film hanno dedicato ampie rassegne istituzioni culturali come il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Philadelphia Museum of Modern Art, la Filmoteka Polska di Varsavia, la Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara, il Museo Nazionale del Cinema di Torino. Gli anni Settanta rappresentano per Nespolo un passaggio fondamentale: vince il premio Bolaffi (1974), realizza il Museo (1975-’76), quadro di dieci metri di lunghezza che segna l’inizio di una vena mai esaurita di rilettura-scomposizione-reinvenzione dell’arte altrui. L’opera viene esposta per la prima volta nel 1976 al Museo Progressivo d’Arte Contemporanea di Livorno. Negli anni Settanta inizia anche la sperimentazione con tecniche (ricamo, intarsio) e materiali inconsueti (alabastro, ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento). Nasce L’albero dei cappelli, poi prodotto in serie come elemento d’arredo.  Gli anni Ottanta rappresentano il cuore del “periodo americano”: Ugo Nespolo trascorre parte dell’anno negli States e le strade, le vetrine, i venditori di hamburger di New York diventano i protagonisti dei suoi quadri. In questi anni si accumulano anche le esperienze nel settore dell’arte applicata: Nespolo è fedele al dettato delle avanguardie storiche di “portare l’arte nella vita” ed è convinto che l’artista contemporaneo debba varcare i confini dello specifico assegnato dai luoghi comuni tardoromantici. Lo testimoniano i circa 50 manifesti realizzati per esposizioni ed avvenimenti vari (tra gli altri, Azzurra, Il Salone Internazionale dell’Auto di Torino, la Federazione Nazionale della Vela), il calendario Rai dell’86, le scenografie per l’allestimento americano (Stamford) della Turandot di Busoni, le videosigle Rai (come Indietro Tutta con Renzo Arbore). Nell’86 Genova festeggia i vent’anni di attività artistica di Nespolo con la mostra antologica di Villa Croce La Bella Insofferenza. Nel ‘90 il Comune di Milano gli dedica una mostra a Palazzo Reale. Dello stesso anno sono prestigiose collaborazioni artistiche come la campagna pubblicitaria per la Campari, le scenografie e i costumi del Don Chisciotte di Paisiello per il Teatro dell’Opera di Roma ed una esposizione di ceramiche - il nuovo interesse di Nespolo - nell’ambito della Biennale Internazionale della Ceramica e dell’Antiquariato al palazzo delle Esposizioni di Faenza. Nel ‘91 partecipa in Giappone all’International Ceramic Festival, Ceramic World Shigaraki. L’anno successivo la Galleria Borghi & C. di New York ospita A Fine Intolerance, personale di dipinti e ceramiche. Del ‘94 è una mostra di opere a soggetto cinematografico promossa alla Tour Fromage dalla Regione Valle d’Aosta. L’anno seguente Nespolo realizza scene e costumi per l’Elisir d’Amore di Donizetti per il Teatro dell’Opera di Roma, itinerante all'Opera di Parigi, Losanna, Liegi e Metz. Sempre del ‘95 sono l’antologica Casa d’Arte Nespolo al Palazzo della Permanente di Milano e la personale Pictura si instalatu di Bucarest a cura del Ministero alla Cultura romeno. Nel ‘96 la personale Le Stanze dell’Arte alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, viene organizzata dalla Regione Piemonte. Ancora nel '96 Ugo Nespolo assume la direzione artistica della Richard-Ginori. Nel 1997 il Museum of Fine Arts di La Valletta, Malta, gli dedica una personale. Nello stesso anno una mostra itinerante in America Latina: Buenos Aires (Museo Nacional de Bellas Artes), Cordoba (Centro de Arte Contemporaneo de Cordoba, Chateau Carreras), Mendoza (Museo Municipal de Arte Moderno de Mendoza) e Montevideo (Museo Nacional de Artes Visuales). Inizia il '98 con la realizzazione del monumento “Lavorare, Lavorare, Lavorare, preferisco il rumore del mare” per la città di San Benedetto del Tronto e si avvia la collaborazione con la storica vetreria d'arte Barovier & Toso di Murano per la quale Nespolo crea una serie di opere da esporre a Palazzo Ducale di Venezia per "Aperto vetro", (Esposizione Internazionale del Vetro Contemporaneo). Seguono mostre personali di rilievo alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto ed alla XVII Biennale di Arte Contemporanea a cura del Comune di Alatri. Si chiude il 1999 ed inizia il 2000 con “Nespolo + Napoli”, una mostra antologica che la Municipalità partenopea ospita al Palazzo Reale di Napoli. Per l’Anno Giubilare Nespolo illustra un’edizione dell’Apocalisse (introduzione di Bruno Forte) di alto pregio a tiratura limitata. Nei primi mesi del 2001 torna al cinema con FILM/A/TO, interpretato da Edoardo Sanguineti e prodotto dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino in occasione della retrospettiva "Turin, berceau du cinéma italien" al Centre Pompidou di Parigi. Un prestigioso evento autunnale: Storia di Musei (catalogo Umberto Allemandi) a cura della Galleria Marescalchi di Bologna. Mostra personale a Fukui all'interno della rassegna "Italia in Giappone 2001". 2002: Nespolo accetta l’incarico di consulente e coordinatore artistico per il progetto d’integrazione delle opere d’arte contemporanea nelle stazioni della costruenda Metropolitana di Torino. Il Parco della Mandria di Venaria Reale ospita presso la Villa dei Laghi alcune sue sculture nell’ambito della mostra “Scultura internazionale a La Mandria”. Intenso il programma per la fine dell’anno ed il 2003: a dicembre l’Alitalia inaugura la nuova sede a New York con una personale di Nespolo; una mostra itinerante (da dicembre 2002 a maggio 2003) nei Paesi dell’Est dalla Galleria d’Arte Moderna di Mosca, all’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo a Minsk (Museo Nazionale d’Arte Moderna) per proseguire poi in Lettonia (Riga, Galleria d’Arte Moderna). A maggio del 2003 una mostra personale all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Durante il Festival del Cinema di Locarno in Svizzera (estate 2003) due mostre personali: presso la sede del Festival e alla Galleria d’Arte Moderna.

 

                                                                                                                             

 

 

Ugo Nespolo " Arte in musica"

       

24 AGOSTO  - 2 NOVEMBRE 2003

 

SEDE : Castello  Visconteo di Vogogna (Verbania)

Con orari da martedì a domenica : 9/13 -14 /18 chiuso lunedì

 

2003 : quarto  appuntamento , dopo Tadini, Lodola  e Luzzati  in collaborazione con il Festival delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore , La Galleria d’Arte Excalibur organizza presso il Castello Visconteo di Vogogna la Mostra “ NESPOLO: ARTE IN MUSICA”.   La suggestiva  cornice del Castello  e le coreografiche sale medioevali accoglieranno  circa cento opere del maestro Ugo Nespolo nell’intento , anche quest’anno , di unire  sinergicamente le arti figurative  con  la musica .  Nespolo ha accolto con grande entusiasmo il nostro invito , anche perché è un sensibile appassionato di musica in ogni sua manifestazione  ed è  convinto che l’opera dell’artista contemporaneo debba varcare i confini dello specifico assegnato dai luoghi comuni tardoromantici. Per questo , da molti anni si dedica con grande successo ad alcune forme di “ arte applicata” come la scenografia teatrale (Scene e costumi per Turandot al Grand Opera Theatre  di Stamford , “ Don Chisciotte di Paisiello al Teatro dell”Opera “ di Roma ) La mostra che si inaugurerà domenica 24 agosto  alle ore 18.00 con la presenza dell’artista , a Vogogna ,  raccoglierà circa 150 opere tra  bozzetti ,costumi e modellini delle scene di   tre opere liriche , per le quali  Nespolo ha creato  le scenografie: Turandot di Busoni , Don Chisciotte di Paisiello ed Elisir d’amore di Donizetti andate in scena nei maggiori teatri di tutto il mondo da New York , all’Opera di Parigi, a Losanna  a  Liegi  e Metz.

 

Notizie Biografiche

Ugo Nespolo, nato a Mosso Santa Maria (Biella), si é diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi (mostre alla galleria il Punto di Remo Pastori, a Torino, e Galleria Schwarz di Milano). Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizza subito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, per un personale senso del divertimento che rappresenterà sempre una sorta di marchio di fabbrica. Negli anni Settanta Nespolo si appropria di un secondo mezzo di espressione, il cinema: in particolare quello sperimentale, d’artista. Gli attori sono artisti amici, da Lucio Fontana a Enrico Baj, a Michelangelo Pistoletto. Ai suoi film hanno dedicato ampie rassegne istituzioni culturali come il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Philadelphia Museum of Modern Art, la Filmoteka Polska di Varsavia, la Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara, il Museo Nazionale del Cinema di Torino. Gli anni Settanta rappresentano per Nespolo un passaggio fondamentale: vince il premio Bolaffi (1974), realizza il Museo (1975-’76), quadro di dieci metri di lunghezza che segna l’inizio di una vena mai esaurita di rilettura-scomposizione-reinvenzione dell’arte altrui. L’opera viene esposta per la prima volta nel 1976 al Museo Progressivo d’Arte Contemporanea di Livorno. Negli anni Settanta inizia anche la sperimentazione con tecniche (ricamo, intarsio) e materiali inconsueti (alabastro, ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento). Nasce L’albero dei cappelli, poi prodotto in serie come elemento d’arredo. Gli anni Ottanta rappresentano il cuore del “periodo americano”: Ugo Nespolo trascorre parte dell’anno negli States e le strade, le vetrine, i venditori di hamburger di New York diventano i protagonisti dei suoi quadri. In questi anni si accumulano anche le esperienze nel settore dell’arte applicata: Nespolo è fedele al dettato delle avanguardie storiche di “portare l’arte nella vita” ed è convinto che l’artista contemporaneo debba varcare i confini dello specifico assegnato dai luoghi comuni tardoromantici. Lo testimoniano i circa 50 manifesti realizzati per esposizioni ed avvenimenti vari (tra gli altri, Azzurra, Il Salone Internazionale dell’Auto di Torino, la Federazione Nazionale della Vela), il calendario Rai dell’86, le scenografie per l’allestimento americano (Stamford) della Turandot di Busoni, le videosigle Rai (come Indietro Tutta con Renzo Arbore). Nell’86 Genova festeggia i vent’anni di attività artistica di Nespolo con la mostra antologica di Villa Croce La Bella Insofferenza. Nel ‘90 il Comune di Milano gli dedica una mostra a Palazzo Reale. Dello stesso anno sono prestigiose collaborazioni artistiche come la campagna pubblicitaria per la Campari, le scenografie e i costumi del Don Chisciotte di Paisiello per il Teatro dell’Opera di Roma ed una esposizione di ceramiche - il nuovo interesse di Nespolo - nell’ambito della Biennale Internazionale della Ceramica e dell’Antiquariato al palazzo delle Esposizioni di Faenza. Nel ‘91 partecipa in Giappone all’International Ceramic Festival, Ceramic World Shigaraki. L’anno successivo la Galleria Borghi & C. di New York ospita A Fine Intolerance, personale di dipinti e ceramiche. Del ‘94 è una mostra di opere a soggetto cinematografico promossa alla Tour Fromage dalla Regione Valle d’Aosta. L’anno seguente Nespolo realizza scene e costumi per l’Elisir d’Amore di Donizetti per il Teatro dell’Opera di Roma, itinerante all'Opera di Parigi, Losanna, Liegi e Metz. Sempre del ‘95 sono l’antologica Casa d’Arte Nespolo al Palazzo della Permanente di Milano e la personale Pictura si instalatu di Bucarest a cura del Ministero alla Cultura romeno. Nel ‘96 la personale Le Stanze dell’Arte alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, viene organizzata dalla Regione Piemonte. Ancora nel '96 Ugo Nespolo assume la direzione artistica della Richard-Ginori. Nel 1997 il Museum of Fine Arts di La Valletta, Malta, gli dedica una personale. Nello stesso anno una mostra itinerante in America Latina: Buenos Aires (Museo Nacional de Bellas Artes), Cordoba (Centro de Arte Contemporaneo de Cordoba, Chateau Carreras), Mendoza (Museo Municipal de Arte Moderno de Mendoza) e Montevideo (Museo Nacional de Artes Visuales). Inizia il '98 con la realizzazione del monumento “Lavorare, Lavorare, Lavorare, preferisco il rumore del mare” per la città di San Benedetto del Tronto e si avvia la collaborazione con la storica vetreria d'arte Barovier & Toso di Murano per la quale Nespolo crea una serie di opere da esporre a Palazzo Ducale di Venezia per "Aperto vetro", (Esposizione Internazionale del Vetro Contemporaneo). Seguono mostre personali di rilievo alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto ed alla XVII Biennale di Arte Contemporanea a cura del Comune di Alatri. Si chiude il 1999 ed inizia il 2000 con “Nespolo + Napoli”, una mostra antologica che la Municipalità partenopea ospita al Palazzo Reale di Napoli. Per l’Anno Giubilare Nespolo illustra un’edizione dell’Apocalisse (introduzione di Bruno Forte) di alto pregio a tiratura limitata. Nei primi mesi del 2001 torna al cinema con FILM/A/TO, interpretato da Edoardo Sanguineti e prodotto dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino in occasione della retrospettiva "Turin, berceau du cinéma italien" al Centre Pompidou di Parigi. Un prestigioso evento autunnale: Storia di Musei (catalogo Umberto Allemandi) a cura della Galleria Marescalchi di Bologna. Mostra personale a Fukui all'interno della rassegna "Italia in Giappone 2001". 2002: Nespolo accetta l’incarico di consulente e coordinatore artistico per il progetto d’integrazione delle opere d’arte contemporanea nelle stazioni della costruenda Metropolitana di Torino. Il Parco della Mandria di Venaria Reale ospita presso la Villa dei Laghi alcune sue sculture nell’ambito della mostra “Scultura internazionale a La Mandria”. Intenso il programma per la fine dell’anno ed il 2003: a dicembre l’Alitalia inaugura la nuova sede a New York con una personale di Nespolo; una mostra itinerante (da dicembre 2002 a maggio 2003) nei Paesi dell’Est dalla Galleria d’Arte Moderna di Mosca, all’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo a Minsk (Museo Nazionale d’Arte Moderna) per proseguire poi in Lettonia (Riga, Galleria d’Arte Moderna). A maggio del 2003 una mostra personale all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Durante il Festival del Cinema di Locarno in Svizzera (estate 2003) due mostre personali: presso la sede del Festival e alla Galleria d’Arte Moderna.  

 

 

 

Le Sculture di Paola Ravasio

                                                                                                                           

dal 19 Luglio al 18 Agosto 2003

 

La Galleria Excalibur nella nuova sede di Solcio di Lesa (NO) , Sabato 19 luglio 2003 alle ore 18.00, inaugurerà la mostra “le sculture “  di Paola Ravasio,  con la presenza dell’artista. In esposizione circa  30 opere   tra   disegni , bronzi e gessi. La mostra proseguirà fino al 18 agosto 2003 , con alcune  presenze anche nella Galleria Excalibur di Arona e  nello spazio espositivo di Stresa.  Paola Ravasio giovanissima e promettente scultrice emergente è nata a  Varese il 19 settembre 1978. Ha frequentato il Liceo Artistico diplomadosi con il massimo dei voti. Successivamente ha affinato la sua arte presso i laboratori di scultura di Pietrasanta e Carrara. Ha proseguito e ampliato l’attività di scultrice nello studio -laboratorio del maestro Pietro Scampini , dove opera tuttora.  ……..Le sculture di Paola Ravasio  portano dentro tutta la tensione di chi da tempo lotta contro la superficialità e l’incapacità di ascoltare del mondo esterno,di chi tiene compresso dentro l’involucro di un corpo fragile e dietro lo schermo di una timida ritrosia , una volontà ferrea, una determinazione precisa a portare avanti le proprie attitudini artistiche e a dare loro finalmente un corpo sensibile. Ecco corpi aggrovigliati su se stessi, muscoli gonfiati dalla tensione e dallo spasimo , materia che si dilata e abbandona lo scheletro al quale dovrebbe essere legata, che si rifiuta di prendere forme precise , che “michelangiolescamente” lotta con se stessa e si difende dal vuoto che la circonda sotto il cui peso si deve piegare , disegni che occupano tutto lo spazio del foglio , che vogliono andare  oltre il limite, che dal limite del foglio si sentono costretti. Ravasio rivela in queste forme di aver ben imparato l’anatomia umana , ma di non volerne rimanere soggiogata;denuncia la sua necessità di superare la definizione del particolare che renderebbe individuali le sue forme. Sono uomini certo maschi forti, ma non hanno volto, hanno mani e piedi abbozzati , sono feti già adulti, appartengono piuttosto a quella umanità dolente ed universale che già tanti artisti hanno scoperto e che non ha età e non appartiene  ad un tempo storico definito; sono l’autrice stessa , un autoritratto , non preordinato, ideale ed allo stesso tempo indefinito , del proprio mondo inconscio. ..…Bruno Fasola .

 

EXCALIBUR Artecontemporanea " Associazione Culturale Club Amici dell'Arte " - 

S.S. del Sempione - Via Borroni  1 - 28040 - Solcio di Lesa (NO)

Orari  : da Martedì a Domenica e festivi  dalle 10.00 - 12.30 e dalle 15.30 - 19.30 - Lunedì chiuso

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